Israele, Agguati e rappresaglie – di Carlo Di Stanislao

Non bastano la carestia apocalittica del Corno D’Africa, gli eccidi della Siria e del Darfur, gli attentati in Iraq, Pakistan ed India, la guerra infinita in Afganistan e quella che si avvia ad esserlo in Libia; ora anche il Medio-Oriente torna ad essere una polveriera esplosiva dopo la fiammata di  Eliat ed i bombardamenti ritorsivi su Gaza.

Nel deserto del Negev, nell’estremo Sud di Israele, un bus con militari a bordo, è stato  fatto oggetto di un assalto con colpi di kalashinov e lancio di granate di mortaio. Subito dopo, un altro autobus della linea Egged, in viaggio sulla statale 12, che costeggia il confine egiziano, verso la località turistica di Eilat, sul Mar Rosso, è stato raggiunto, mentre si trovava nei pressi di Netafim, da una serie di colpi di armi automatiche. L’autista ed alcuni testimoni hanno parlato di tre uomini armati di AK-47, travestiti da soldati egiziani (qualcuno ha parlato invece di poliziotti). Anche in questo caso nessuna vittima, ma 5 persone sarebbero rimaste ferite. A bordo anche alcuni militari israeliani in licenza che da Be’er Sheva si stavano recando ad Eilat.

Sempre sulla stessa statale, nelle stesse ore, un’auto, con a bordo alcuni civili in gita, è riuscita a sfuggire ad un attacco simile, sferrato, presumibilmente, degli stessi attentatori. Il terzo ed ultimo attacco, avvenuto circa mezz’ora dopo, è stato il più devastante. Un autobus, questa volta sulla statale 90, che corre lungo il confine giordano, ma diretto anch’esso dal Nord del Paese verso il Mar Rosso, è stato preso di mira da un commando che ha colpito il mezzo con armi automatiche ed un razzo RPG (un’arma usata per sfondare le corazze dei carri armati), mentre si trovava vicino alla località di Be’er Ora. Immediato lo scontro con una unità delle forze speciali israeliane, accorse sul posto. L’azione ha portato alla morte di sette terroristi e sette israeliani ed al ferimento di 35 persone, di cui 5 in gravissime condizioni.

L’identità dei terroristi non è stata ancora accertata, così come a quale organizzazione fossero affiliati. Non si è neppure riusciti a stabilire se gli attentati siano opera di un’unica cellula o di più cellule organizzate. Ed anche l’origine degli attentatori non è chiara. Qualcuno tra gli analisti militari sostiene che potrebbero trattarsi di egiziani appartenenti ad una qualche organizzazione fondamentalista.

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