Islam, Santori (Regione Lazio): è anarchia, scuole coraniche e centri di culto

“A Roma tra centri di culto e madrase travestite da associazioni è anarchia più totale e ormai l’invasione voluta dalla sinistra è diventata un’occupazione e un indottrinamento che non ha precedenti. Abbiamo la più grande moschea d’Europa a Roma, un gesto di apertura che non può più giustificare l’esistenza di decine e decine di altri centri di culto e formazione islamica sparsi su tutta la città e che continuano a proliferare. Ora chiediamo l’intervento della Magistratura e delle forze dell’ordine per sapere cosa si trova all’interno di questi centri”, così in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio, intervenendo in merito alla scadenza della concessione dei locali del Municipio V di Roma a una madrasa sgomberata in precedenza dalle forze di polizia.

“Oggi scade il permesso del Presidente Palmieri accordato a una scuola coranica di poter operare all’interno della sede del Municipio. Un atto che ebbi modo di definire illegittimo e che ha causato lo sdegno di migliaia di cittadini. Buona parte di queste strutture non hanno alcun requisito per ospitare centinaia di fedeli, soprattutto nel periodo del Ramadan. Altre nascono in garage e non sappiamo nulla di cosa accade all’interno delle stesse. Alcuni di questi locali, tra l’altro molto ampi, non sono in affitto ma sono stati acquistati. E non sappiamo nulla sulla provenienza dei fondi che sono stati necessari per il loro acquisto. Con la scusante di fare associazionismo, nascono scuole coraniche e centri di culto in tutti i quartieri di Roma. A Tor Pignattara ce ne sono due, come a Magliana. Poi Esquilino, Cecchignola e altre realtà. Con molti imam c’è collaborazione, di altri non sappiamo nulla. Solo poco più di 30 sono censiti ma se ne contano molti di più”, prosegue la nota.

“Per tutta l’estate abbiamo promosso la campagna #uccidilindifferenza con lo scopo di risvegliare la coscienza identitaria di una Nazione. La vita sacrificata oggi di migliaia di cristiani è la stessa croce che portano i cristiani nei Paesi dove non vige il principio di reciprocità, dove non si possono costruire chiese. Noi invece a Roma abbiamo la Moschea più grande d’Europa, quella all’Acqua Acetosa, e ne sorgono altre decine in tutti i quartieri della città. Nel frattempo il buonismo della sinistra aveva rimosso il crocefisso dalla sede di un Municipio che oggi invece ospita islamici a pregare. Questa Nazione è malata di buonismo”, conclude Santori.