Isis va annientato – di Marco Chierici

Dopo James Foley è toccata la stessa orribile fine all’altro cittadino americano, Steven Sotloff (nella foto), per opera di quei criminali codardi indemoniati dell’isis (minuscolo). Ora una riflessione è d’obbligo: l’uomo più potente del mondo, cioè Barack Obama, non può consentire che i suoi cittadini siano sgozzati e decapitati davanti ad una telecamera da quegli animali vigliacchi posseduti dal diavolo e probabilmente drogati prima di compiere gesti così raccapriccianti.

Sappiamo che l’ONU, perlomeno è quel che pensa chi scrive, è un baraccone costosissimo e senza un dinamico spirito decisionista e autoritario che dovrebbe avere. Sappiamo che le burocrazie politiche nazionali e continentali sono lente, irritanti, spesso inconcludenti, figuriamoci le coalizioni globali. Pertanto, in situazioni di tale emergenza, è indispensabile agire per legittima difesa estirpando quel cancro ormai radicato in varie parti del pianeta.

Obama ha il dovere di fronte al mondo di radere al suolo ogni traccia di quei farabutti assassini, ogni armamento, ogni baracca, ogni essere appartenente a quella causa che seguitano ad autodefinire “islamica”. Sì, perché Stato Islamico lo definiscono loro e non noi occidentali. Guarda che casualità: c’è sempre di mezzo l’islam e mai il buddismo, l’induismo, gli ortodossi, i cattolici. Non abbiamo ancora udito a chiare lettere una presa di posizione drastica da parte di rappresentanti del cosiddetto islam moderato. Non abbiamo ad oggi una soluzione dai maggiori capi di stato.

Leggiamo che isis ricava 2 milioni di dollari al giorno dai 15 pozzi di petrolio che hanno sul territorio. Allora bombardiamo i 15 pozzi e facciamoli rimanere in ciabatte con i loro cammelli e i loro coltelli assassini. Facciamo una buona volta una politica energetica che ci renda autosufficienti; esistono motori elettrici e addirittura ad aria compressa, al diavolo il petrolio. Preferirei viaggiare in bicicletta piuttosto che dare denaro per finanziare terroristi.

Tutte le zone conquistate con la forza da isis vanno rase al suolo e ridotte a cenere, ridotte a territorio lunare. E perdio non vendiamo le armi a chi compie genocidi e orrori senza ragione.

E per il resto del mondo? Chiudere le frontiere e chi è dentro venga passato ai raggi X; controllare capillarmente tutte le moschee; registrare e tradurre ogni sermone degli imam e molto altro. Il buonismo è finito; l’ipocrisia anche. E’ ora di parlare chiaro e forte. Oriana Fallaci impazzirebbe di fronte ad un mondo come quello di questi anni.

Ogni stato occidentale ha servizi segreti e organi di polizia. Allora si setacci tutto il territorio; ogni città deve sapere chi sono i suoi cittadini e non venite a raccontarci che siamo stati diligenti nel tutelare la sicurezza. La nostra sicurezza è un colabrodo. Basta pensare che lasciamo entrare decine di migliaia di immigrati senza avere un controllo sanitario e l’ebola sta ammazzando innocenti. A questo si è aggiunta la tubercolosi. Nessuno si accorge che stiamo abbandonando ogni razionale regola del buon vivere? Nessuno vede che un criminale qualsiasi se ne sbatte della nostra democrazia e fa quel che gli pare?

Mettiamo da parte anche noi per un periodo la democrazia e difendiamoci. Perfino il Vaticano ha dichiarato che serve più polso con questi fenomeni sfociati perfino in genocidi. Genocidi nel 2014, ma siamo impazziti? Vogliamo abituarci a veder sgozzare e decapitare un uomo al giorno? Probabilmente siamo così coglioni che ci faremmo il callo. Basta cambiare canale della tv e non pensarci. L’italiano poi è uno dei più stupidi; fino a quando non invadi il suo giardinetto privato non reagisce, potrebbe esserci una catastrofe nucleare, ma se è fuori dal confine di casa sua alza le spalle e guarda una partita di calcio.

Maledizione, dove sono i capi di stato veri? Dove sono gli statisti come Churchill, i decisionisti come Mussolini, i dinamici come Reagan? Mi sono cadute le braccia quando, all’indomani della decapitazione di Foley, suo concittadino, il presidente Obama è stato fotografato sorridente mentre giocava a golf! Solo questo sarebbe un motivo per licenziarlo immediatamente. La politica delle battute, delle pacche sulle spalle, dei gelati esibiti in pubblico, delle partite di golf, delle cene di gala sono finite signori miei. Quando il gioco si fa duro, bisogna lavorare sodo senza ridere e solo così si raddrizzerà la Storia.