Iraq: quale missione compiuta? – di Marco Chierici

A U.S. soldier from the 1st Marine Expeditionary Force stands guard at a burning oil well at the Rumeila Oil fields Sunday, March 23, 2003 in Iraq. Several oil wells have been set ablaze by retreating Iraqi troops in the Rumeila area, the second largest offshore oil field in the country, near the Kuwaiti border. (AP Photo/Ian Waldie/Pool)

Dopo dieci lunghi anni gli Stati Uniti lasceranno l’Iraq; bel Natale in famiglia per gli ultimi quattromila militari che stanno preparando i bagagli, molto meno per i parenti dei 4500 americani rimasti uccisi. Quattromilacinquecento vite umane lasciate laggiù per quale causa? Per quale ragione? Per esportare la democrazia di Bush? Per vendicare l’attentato alle due torri? Per avere più petrolio?

Centomila e oltre sono state le vittime tra gli iracheni; 750 i miliardi di dollari spesi dagli USA, qualche fonte dice 800 miliardi. Qualcuno tra i colletti bianchi di Washington ci sa dire cosa si sarebbe potuto fare nel mondo di più utile con 800 miliardi di dollari? Ve lo dico io: ogni essere umano vivente su questo pianeta potrebbe vivere di rendita per sempre con questo denaro equamente distribuito; la fame nel mondo si potrebbe risolvere definitivamente con questa somma intelligentemente utilizzata, maledizione! 

A parte la fine sadicamente spettacolare di Saddam, quale risultati abbiamo raggiunto? 4500 croci bianche sulle quali vanno a piangere 4500 mogli e 4500 madri, questo è il risultato. In tutto il pianeta un miliardo di individui soffre la fame e le difficoltà economiche attanagliano drammaticamente un buon tre quarti della popolazione. E noi, società evoluta del XXI° secolo, che cosa facciamo? Spendiamo un’enorme, spaventosa fetta del nostro denaro per fare le guerre. Sarò ingenuo, sarò infantile, ma ne vado orgoglioso e dico che l’umanità è un pulviscolo disorganizzato di coglioni. E come tutti i coglioni anch’io qualche volta ho cercato di immaginare Dio; lo immagino lassù con le mani tra i capelli che scuote il capo compatendoci, pentito di aver dato la luce a cotanta stupidità.

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