Internet, Ue lancia nuove regole per la musica online: è polemica

Doveva servire a prendere i classici ‘due piccioni con una fava’, ossia migliorare la gestione dei diritti d’autore e al contempo accrescere l’offerta legale della musica online. Ma la proposta che la Commissione Ue ha presentato oggi sull’armonizzazione delle norme per le societa’ di gestione collettiva dei diritti pare invece aver messo ancor piu’ ai ferri corti artisti e discografici. Con la bocciatura, senza appello, di rockband del calibro di Radiohead, per altro da sempre ‘internet-friendly’, e di mostri sacri come i Pink Floyd.

‘Ha rubato le nostre speranze’: cosi’ i due gruppi hanno bocciato senza appello la bozza di direttiva Ue in una lettera inviata a tempo di record a Bruxelles, appena qualche ora dopo che il commissario al mercato unico Michel Barnier aveva parlato di soluzione ”win-win’ per i consumatori, gli autori, le societa’ e la diversita’ culturale’. L’accusa rivolta alla Commissione da parte del mondo della musica e’ sostanzialmente quella di essersi messa dalla parte degli interessi forti.

‘Siamo profondamente delusi dalla scelta di difendere gli interessi di una minoranza di manager e di investitori’, hanno scritto Ed O’Brien e Nick Mason a Barnier.

Secondo i musicisti, infatti, con le norme proposte da Bruxelles le societa’ di gestione dei diritti d’autore vengono ancora piu’ incentivate a non pagare le royalties ai legittimi proprietari del copyright. Vengono infatti concessi 12 mesi di tempo per il versamento dei diritti delle canzoni, e se dopo 5 anni gli autori dei brani non fossero stati rintracciati, le societa’ si vedono attribuite il diritto di intascarseli.

La stessa Commissione Ue ha stimato che nel solo 2010 le societa’ che raccolgono i diritti non hanno versato agli artisti 3,6 miliardi di euro. Sono infatti oltre 250 le societa’ di gestione dei diritti d’autore presenti in Europa, come per esempio la Siae in Italia, la Sacem in Francia o la Prs in Gran Bretagna, e rappresentano un giro d’affari annuo da 6 miliardi di euro. E la raccolta dei diritti d’autore solo per il settore musicale e’ pari all’80% degli introiti complessivi.

Un ‘importante passo in avanti’ e’ stata invece giudicata la proposta Ue dai discografici italiani, secondo cui sono state stabilite ‘regole di trasparenza e di governance fondamentali’ nell’era digitale. Con la diffusione e la commercializzazione della musica su internet le royalties ‘si frammentano sempre di piu”, per questo, ha spiegato il presidente di SCF Enzo Mazza, il consorzio che in Italia opera nella raccolta dei diritti musicali dei produttori discografici, e’ ‘necessario che ogni titolare possa ricevere proventi sulla base delle effettive utilizzazioni’.

Con le nuove regole proposte da Bruxelles sara’ pero’ piu’ facile, per esempio, che le canzoni italiane in repertorio alla Siae siano distribuite da iTunes o dalle piattaforme di musica online anche negli altri Paesi, assicurando il pagamento dei diritti agli autori e piu’ scelta per chi ascolta musica.

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