Indignati voi, schifati noi – di Gabriele Polizzi

A moment of the clash with police and protestors during a demonstration in dowtown Rome on October 15, 2011. Tens of thousands marched in Rome today as part of a global day of protests inspired by the "Occupy Wall Street" and "Indignant" movements, with the Italian capital under a security lockdown. ANSA/GUIDO MONTANI

 

Giornata di guerriglia urbana, ieri, per Roma. La Capitale d’Italia e’ stata messa a ferro e fuoco da parte di truppe di blackblock giunti nella Citta’ Eterna da tutta Italia ma anche da altri Paesi europei. Macchine bruciate, vetrine spaccate, cassonetti della spazzatura usati come barriere e poi bruciati anch’essi. Sanpietrini divelti e lanciati contro la polizia, blindati assaltati e una camionetta dei carabinieri bruciata ed esplosa, per fortuna dopo che gli occupanti erano riusciti ad abbandonarla. Una giornata che ricorda tanto quella del G8 di Genova. Cosa sta succedendo?
 
Il commento più idiota, a nostro giudizio, e tristemente prevedibile per chi segue la politica, è stato fatto da Barbara Contini, senatrice Fli: per lei e’ tutta colpa di Silvio Berlusconi. Della serie: ecco dove si può arrivare quando l’odio personale annebbia la mente. Ma, lasciando che siano i lettori stessi a commentare questa perla di saggezza, concentriamoci su cio’ che e’ davvero accaduto, ovvero la distruzione del centro storico della citta’ che rappresenta l’Italia nel mondo. E non e’ un caso se ieri su tutti i siti web d’informazione più importanti al mondo, la notizia principale era quella dedicata agli scontri di Roma.
 
Lo diciamo senza perifrasi: i giovani, giovanissimi alcuni, che ieri si sono dedicati a distruggere tutto cio’ che capitava loro davanti, come orde di barbari sanguinari, sono da rinchiudere per  lungo tempo. Se non proprio nei cosiddetti centri di igiene mentale per raddrizzare le storture del loro pensiero criminale, di sicuro sono da  sbattere in galera. Se fossimo in altri tempi, e per loro fortuna non lo siamo, il castigo sarebbe persino peggiore. E forse si meriterebbero anche quello. Di certo andrebbero presi tutti a pedate nel culo fino a farli piangere dal dolore.
 
I cittadini romani sono rimasti inebetiti di fronte allo spettacolo indecente, mentre  ai tentativi della polizia di misurare le cariche e alleggerire con gli idranti per non fare danni alla gente, facevano eco i cori e le sassaiole contro quei poveri agenti, cori e insulti che soltanto chi vive e si nutre di rabbia, fuori dalle regole e dalla società civile, può imbastire.
 
Se non si deve fare di tutta un’erba un fascio, e se tremila sfascisti non possono in teoria annullare le buone intenzioni dei centomila manifestanti, come si fa a distinguere fra pacifisti e violenti, come si fa a non pensare che gli infiltrati possono evidentemente contare sulla paura, sull’indifferenza, e forse sul compiacimento di tanti altri? I balli, gli slogan e i cortei colorati  sono durati poco. Il resto, lo conosciamo.
 
Roma va chiusa a eventi del genere. Proibito manifestare nella Capitale, punto. Non si puo’ fermare una citta’ perche’ qualcuno ha bisogno di sfogare la propria rabbia. Indignati? Siamo schifati. Siamo stanchi. Questa gente che passa le sue giornate a cercare su facebook il sitin più arrapante  occupi il suo tempo a cercarsi un lavoro, qualsiasi lavoro, anche faticoso e sottopagato, ma cominci a crescere. Mi sa che questi non hanno voglia di lavorare.

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