Indignati, Roma invasa dai manifestanti: vetrine spaccate e scritte sui muri

Oggi è la giornata di protesta per gli indignados di tutto il mondo. A Roma sono in migliaia ad occupare strade e piazze della Capitale. Lo slogan del corteo che sta attraversando la Città Eterna è "People of europe, rise up". Fra i manifestanti – giovani e meno giovani – tanti gli strisconi: "Cristo e’ qui. Quando ci sara’ tutta la Chiesa?", "Dall’epicentro della crisi, ora tremate voi". "Voi indegni, noi indignati". Subito dietro lo striscione che apre il corteo, un folto gruppo di pagliacci, colorati e vestiti di paillette, ballano al suono delle percussioni.

Gli indignati sono stanchi dell’abuso di certa politica e di certi "poteri forti": tutti dicono "basta" a una crisi che viene fatta pagare ai più poveri, a chi già ha poco o nulla. Una signora fra i manifestanti spiega: "Siamo un paese senza dignità".

Intanto su piazzale Esquilino un gruppo di manifestanti idealmente crocifissi, tengono delle croci di cartone sulle quali, al posto di Inri, campeggiano le scritte "Se non occupavo la grotta stavo ancora a gira’; con il reddito garantito non avrei mai tradito; padre, non perdonarli perche’ sanno quello che sanno". Sotto le mura della facolta’ di ingegneria in via Cavour, una coppia di signore anziane incita i manifestanti battendo le mani. Scende incredibili a vedersi, la rabbia è contagiosa. 

Fra i manifestanti, ci sono piccoli gruppetti con felpe, cappucci e visi coperti da sciarpe. Proprio un centinaio di incappucciati hanno fatto la loro comparsa all’interno del grande corteo che sta percorrendo via Cavour, a Roma. Felpe e k-way neri con cappuccio sulla testa e volto coperto da passamontagna o sciarpe nere. Gli incappucciati portano uno striscione con su scritto "non chiediamo futuro, ci prendiamo il presente". Al loro passaggio lasciano scritte sui muri con messaggi che dicono: "non lavorare!" e "brucia le banche".

In via Cavour, circa 200 autonomi vestiti di nero e con il volto coperto hanno spaccato vetrine, all’altezza dei civici 120 e 143, e stanno riempiendo la strada di scritte. "Pianta grane e non tende", "Tira le pietre non la cinghia", sono alcune delle scritte lasciate sui muri.

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