Imu italiani nel mondo, dove sono gli eletti all’estero? – di Nicola Risoli

BASTA IMU

Quali speranze possono nutrire gli italiani oltre confine a proposito della legge di Stabilità che il governo è chiamato a varare prossimamente? Potranno sperare che la questione IMU trovi, finalmente, una soluzione tale da eliminare la disparità di trattamento esistente tra italiani d’Italia e connazionali all’estero, costretti ancora a pagare le tasse sulla loro prima e unica casa in Italia, per giunta come se fosse la loro seconda abitazione? Quando finirà questa discriminazione?

Si auspica che lo stesso trattamento riservato ai pensionati all’estero possa essere esteso indistintamente a tutti i proprietari di una sola unità immobiliare in Italia, in quanto tale trattamento riflette una ripartizione equa e condivisibile, sia dell’imposte, che tengono conto dell’equiparazione a prima casa, che delle tariffe che cadono su di essa, in ragione dei tempi di utilizzo.

Spetta a tutti gli eletti all’estero profondere al riguardo il massimo impegno e non trincerarsi dietro attenuanti pretestuose, dando dimostrazione di un loro impegno leale e congruo. Si sollecita in particolare l’impegno da parte del sen. Micheloni e del sen. Di Biagio, che avevano fatto di questo tema, secondo il loro dire, una questione di vita o di morte, ma che nel tempo si sono arenati pur sussistendo le stesse ragioni alla base della loro originaria condivisione.

E i Comitati per gli italiani all’estero della Camera e del Senato che fine hanno fatto? Come mai non si prodigano al riguardo in tempi utili e responsabilmente? Qual è la posizione dei deputati Pd eletti all’estero (Fedi, Porta, Farina, eccetera) al riguardo? Cosa intendono fare? Si sono già preparati per affrontare la questione o si stanno già preparando per trovare delle apparenti giustificazioni?

Si dirà forse che le questioni in Italia siano tali e tante che il tema Imu italiani nel mondo non può trovare una soluzione. Saranno pure tanti e gravi le varie problematiche del nostro Paese, ma di fronte all’ingiustizia e alla discriminazione non possono essere condivise ed accettate posizioni che manifestano disinteresse e mancanza di responsabilità. Di questo dovrebbero essere consapevoli tutti i nostri rappresentanti, a cui non si possono riconoscere attenuanti per il persistere di una situazione oggettivamente discriminante.