Imu, in arrivo la botta finale. Orrore e disprezzo – di Ricky Filosa

In arrivo la botta finale dell’Imu. E con  aumenti anche del 200%. Ultima quota a Natale, giusto per bruciare la tredicesima e per non poter fare nemmeno un regalo ai propri cari. Che schifo. Che governo amaro. Politici e istituzioni mangiano, e i poveri cristi pagano. Chissa’ che ci faranno con questi miliardi di euro: viaggi, cene di lusso, pensioni d’oro. Fuck.

Non ci posso pensare. Non posso pensare a quelle famiglie che già fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e che per giunta dovranno pagare una tassa iniqua sulla loro prima casa. Su quella prima casa che non è un lusso, ma un diritto, spesso conquistato a fatica, per dare sicurezza e stabilità alla propria famiglia.

Non posso pensare ai tantissimi italiani all’estero che, pur non vivendo in Italia, pur non avendo una casa di proprietà nel proprio Paese di residenza, dovranno pagare sulla loro unica casa qui nella loro patria l’aliquota relativa alla seconda abitazione; ed è come se lo Stato, negando gli stessi diritti dei connazionali, strappasse loro le comuni radici e lo stesso senso di appartenenza.

Il governo di Mario Monti per gli italiani all’estero è il peggiore che ci sia mai stato. E, sulle tasse, peggiore persino di quello Berlusconi, che aveva mostrato  con l’Ici una certa sensibilità verso gli italiani del mondo, classificando la loro unica casa come prima abitazione, anche se non esente. Con l’Imu, i Comuni si sono esercitati nell’infierire, arrivando a pretendere il pagamento dell’aliquota massima prevista per le seconde case. Un autentico esproprio. Altro che diverso approccio alle tematiche più sentite. Altro che toni concilianti e pacati. Un bluff. Tecnici e professori sanno bene come sorridere e tranquillizzare, per poi affondare la lama nella schiena.

Molte famiglie dovranno farsi carico anche delle case dei propri figli adulti e sposati, impossibilitati a far fronte al peso di mutui e balzelli, perché la disoccupazione giovanile in Italia è ai massimi livelli. Padri operai e artigiani, piegati dalla crisi, dovranno trovare il modo di sborsare fior di quattrini e chissa’ che per farlo non siano costretti ad affrontare nuovi prestiti e nuovi debiti. Gli italiani sono confusi e disorientati: un popolo di grandi risparmiatori che si sente deriso e punito.

Mentre scrivo ho dentro tanta rabbia e tanta disillusione: per aver dovuto accettare e tollerare un governo che non ho votato, che non ho scelto, che considero abusivo, un governo composto da tronfi tecnocrati persuasi alle loro teorie libresche e distanti dalla vita reale dei cittadini. Nessuno degli italiani lo ha votato. Sospensione di democrazia? Già. Ma anche sospensione del buon senso, quel buon senso che dovrebbe fare pagare di più a chi ha di più, e non chiedere sempre a chi ha poco o nulla; quel buon senso che avrebbe dovuto, come primo atto necessario per meritare la nostra fiducia, cancellare i privilegi, ridurre i costi della politica, annullare stipendi d’oro e vitalizi scandalosi, inconcepibili poi dinanzi alle gravi difficoltà in cui versa il Paese. Basta, non ne possiamo più, ormai sono cadute tutte le illusioni, e ci chiediamo se questo continuo dare e privarsi non alimenti ancora di più la spirale della recessione e magari anche la corruzione. Ci chiedono sacrifici per cosa? Per pagare a una classe politica pletorica e inutile i propri sfarzi? Orrore. Orrore e disprezzo. Disprezzo senza fine.

Twitter @rickyfilosa

NESSUN COMMENTO

Comments