Immigrazione, la musica è cambiata. E dovrebbe cambiare anche in RAI

La ferma risposta di Matteo Salvini e del governo italiano alla Francia, è quello che ci saremmo aspettati. Continua invece ad essere inaccettabile la programmazione dei talk-shows in RAI, nella quale i conduttori e gli ospiti fissi sono in gran parte orientati a sinistra o estrema sinistra.

Finalmente abbiamo al governo qualcuno con le idee giuste e dotato di attributi. La ferma risposta di Salvini e del governo italiano alla Francia, è quello che ci saremmo aspettati, dopo le offensive e ipocrite dichiarazioni di loro esponenti politici contro l’Italia in merito al problema degli immigrati.

Ci critica proprio la Francia, quella che con la guerra in Libia ha provocato una devastazione sociale ed ha facilitato l’esplosione del problema degli immigrati, che dalla Libia partono con i barconi. Proprio la Francia, quella che ha bloccato il confine a Ventimiglia per non far passare non migliaia di emigrati, ma nemmeno uno. Quella che manda senza autorizzazione i propri gendarmi in territorio italiano a controllare i clandestini.

Sì, finalmente, dopo il buonista Gentiloni, la musica è proprio cambiata.

Dobbiamo riconoscere che i primi passi del nuovo governo sono positivi e ci lasciano ben sperare. E’ ancora troppo presto per ricrederci nei confronti dei Cinque Stelle, ma finora anche loro sembrano in sintonia con la Lega.

Quello che invece continua ad essere inaccettabile è la programmazione dei talk-shows in RAI. Conduttori ed ospiti fissi sono in massima parte orientati a sinistra o all’estrema sinistra. Se il PD rappresenta ormai meno di una quinta parte degli elettori e l’estrema sinistra non ne rappresenta neppure una ventesima parte, non si capisce perchè tanti insopportabili pseudo-personaggi debbano continuare ad avere un posto fisso e ad imperversare con i loro discorsi sui canali di servizio pubblico, pagati con i soldi dei cittadini.

Sarebbe finalmente l’ora di metterne da parte molti, di conduttori ed ospiti fissi, perchè non è scritto da nessuna parte che debbano essere sostenitori (chi a viso aperto, chi in modo velato e subdolo) di orientamenti politici opposti al maggioritario sentire degli italiani.

Il problema è complesso, perchè occorre considerare la composizione del Comitato di Amministrazione della RAI, quella della Commissione parlamentare di vigilanza, il ministero dell’Economia, i contratti e le norme sindacali. Ma si dovrà mettervi mano, per ottenere programmazioni più equilibrate e non a senso unico.

Basti pensare al mellifluo Fabio Fazio, la cui pluriennale trasmissione è palestra quasi esclusiva per invitati che enunciano il verbo buonista, socialisteggiante e anti-Lega. E inoltre, da New York, non vorremmo più ascoltare i soliti acidi commenti anti-Trump dell’inviata Giovanna Botteri.

Sono molti, forse troppi, i giornalisti che, grazie alla pluridecennale prevalenza dell’orientamento sinistrorso (la sinistra esiste ancora, eccome!) occupano posti chiave in Rai.

Salvini e la Lega si facciano sentire anche in questo ambito, fondamentale per una corretta presentazione delle informazioni e la formazione delle opinioni, che, in ultima istanza, portano poi al prevalere di un orientamento politico.