Immigrazione, 4mila soccorsi in 36 ore. Unhcr, Ue aiuti

Oltre 4000 persone salvate nel Canale di Sicilia in 36 ore. Dieci barconi intercettati solo questa mattina. A bordo di tre soccorsi dalla Guardia costiera c’erano anche 83 bambini. Sono i numeri dell’ennesima emergenza dell’immigrazione che le condizioni favorevoli del meteo hanno fatto riesplodere.

"Il numero e’ destinato inevitabilmente ad aumentare. L’Italia non puo’ essere lasciata sola ad affrontare questa situazione: occorre un impegno concreto, non solo finanziario ma anche organizzativo, da parte dell’Unione Europea", dice la portavoce in Italia dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati Carlotta Sami che descrive una situazione drammatica.

"Questa mattina ad Augusta – spiega Sami – sono giunti a bordo di una petroliera 242 siriani, tra i quali donne, molte delle quali incinte, e bambini che non mangiavano da giorni; altri 290 profughi sono sbarcati a Pozzallo e 400 sono in arrivo a Porto Empedocle. La situazione e’ ormai a un punto di rottura".

La portavoce dell’Unhcr, pur esprimendo "grande apprezzamento" per gli interventi di soccorso prestati dalla unita’ della Marina Militare nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum, sottolinea "la necessita’ di un impegno da parte di tutti i paesi Ue per affrontare e gestire questa nuova emergenza umanitaria".

E a lanciare l’allarme e’ anche il sindaco di Porto Empedocle Calogero Firetto che si e’ trovato a fronteggiare i disagi legati all’arrivo di 500 migranti. Oltre 200 di loro, inoltre, oggi si sono allontanati dall’immobile del porto in cui erano alloggiati e vengono ricercati dalla polizia. "Non siamo in grado di accogliere numeri cosi’ importanti di persone, alla luce della chiusura definitiva della tensostruttura per la prima accoglienza", spiega. "Gli immigrati lasciati sulla banchina del porto stanno di fatto girovagando per la citta’ – racconta – senza poter ricevere alcun sostegno ne’ un’adeguata prima assistenza. Faccio appello al ministro Angelino Alfano affinche’ immediatamente si intervenga con misure straordinarie per poter garantire una decorosa accoglienza degli immigrati sollevando la citta’ da questa gravissima emergenza".

Da Bruxelles Alfano rilancia ribadendo che l’Italia fara’ la sua parte, ma non puo’ essere lasciata sola. "L’Ue deve fare fino in fondo la propria parte, riconoscendo che quel mare Mediterraneo e’ frontiera europea", dice il responsabile del Viminale. Ed il ministero sta provvedendo a distribuire sul territorio nazionale i migranti arrivati. Circa 2.300 arriveranno tra stasera e domani in diverse regioni italiane, provenienti dai centri di accoglienza in Sicilia dove la situazione e’ piu’ critica.

Sull’emergenza interviene anche il Cir, Centro Italiano per i Rifugiati che chiede al governo italiano e alle istituzioni comunitarie di mettere in atto un piano complessivo, che preveda tempi piu’ brevi di permanenza nelle strutture di prima accoglienza e procedure piu’ veloci per il riconoscimento della protezione. Un piano che dovrebbe, quindi, favorire l’integrazione di chi ha ottenuto l’asilo, garantendo percorsi efficaci verso l’autonomia anche economica. L’iniziativa dovrebbe inoltre considerare una redistribuzione, in tutti e 28 gli Stati membri, dei rifugiati che arrivano in Italia e in altri Paesi del Sud Europa semplicemente a causa della posizione geografica. Critica anche Save the Children che definisce "inaccettabili le condizioni di prima accoglienza delle centinaia di minori sbarcati negli ultimi giorni in Sicilia dopo il loro salvataggio in mare".

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