Immigrati, Maroni: governo dichiari lo stato di emergenza

Milano, 10 ago. (askanews) - Il governo Renzi sulla gestione dei migranti ha fallito. Il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, in una intervista a Repubblica, punta il dito contro l'esecutivo responsabile di non aver riconosciuto la gravità della situazione. Il governo, afferma, "non fa quello che dovrebbe: gestire una situazione di emergenza che è sotto gli occhi di tutti". Quello che dovrebbe fare è "dichiarare lo stato di emergenza" come fece Berlusconi nel 2011. Ma, sostiene Maroni, non lo fa perchè sarebbe "come ammettere di aver commesso un errore e di aver finora gestito male la situazione". Le parole di Maroni arrivano all'indomani delle dichiarazioni del sindaco di Milano, Beppe Sala, che ha parlato della necessità di allestire delle tende per offrire una prima accoglienza a Milano ai migranti che potrebbero arrivare nelle prossime settimane. L'ex ministro dell'Interno è convinto che la strada da percorrere sia un'altra: la tendopoli, afferma, "sarebbe la cosa peggiore da fare. È chiaro che se si lascia tutta la gestione nelle mani dei singoli comuni ognuno si arrangia come può. Fino a quando non viene dichiarato lo stato di emergenza i prefetti non hanno poteri". In quel caso, invece, verrebbe coinvolta "la Protezione civile che darebbe ai prefetti e ai sindaci la possibilità davvero di intervenire per risolvere il problema. Inoltre, consentirebbe di allestire delle strutture temporanee direttamente gestite dal governo". Le posizioni dei due restano distanti anche su un altro fronte, quello dell'utilizzo del campo base di Expo per ospitare i migranti. "Siamo pronti a ricorrere anche al Tar per impedirlo - dice - C'è un accordo preciso firmato anche dal Comune che prevede che l'area debba essere smantellata e riconsegnata al comune di Rho. Modificare questa destinazione vorrebbe dire violare un accordo".

Renzi dovrebbe fare "quello che Silvio Berlusconi fece nel 2011. Dichiarare lo stato di emergenza ai sensi della legge del 1992. Questo consentirebbe due cose. Il coinvolgimento della Protezione civile che darebbe ai prefetti a ai sindaci la possibilità davvero di intervenire per risolvere il problema. Inoltre, consentirebbe di allestire delle strutture temporanee direttamente gestite dal governo. In deroga a tutte le norme per via dell’emergenza", "altrimenti Milano sarà condannata a diventare una nuova Calais. Come Ventimiglia e Como". Lo afferma il presidente lombardo Roberto Maroni in una intervista a Repubblica nella quale sostiene che il governo non interviene in tal senso "perché sarebbe come ammettere di aver commesso un errore e di aver finora gestito male la situazione".

Maroni conferma il suo no all’utilizzo del campo base di Expo: “Prima di tutto questi non sono profughi, ma clandestini e come tali andrebbero trattati. Messi in centri di accoglienza temporanea. A Milano c’era quello di via Corelli, ma lo hanno chiuso. Milano si candida a diventare la capitale economica europea della finanza dopo la Brexit e ad ospitare l’agenzia europea del farmaco. Se mettiamo i profughi nel campo base possiamo scordarcelo. Mi sembra evidente".

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