IMMIGRATI, IO STO CON SALVINI. BOERI FA POLITICA, VADA A CASA

Salvini fa bene a chiedere con decisione l’intervento e il sostegno dei Paesi europei, cosiddetti alleati. E bene fa Conte a dire che i migranti non sbarcano in Italia, ma in Europa

ANSA/CESARE ABBATE

“Elementare, Watson!”. (“Sherlock Holmes” di Sir Arthur Conan Doyle)

“Merito. Le qualità che dimostrano il nostro buon diritto a ottenere ciò che qualcun altro si prende”. (Ambrose Bierce)

“Dovere è quello che nessun altro ha voglia di fare”. (Penelope Fitzgerald)

“Se, invece di insistere sui diritti, ognuno facesse il proprio dovere, l’ordine regnerebbe tra l’umanità”. (Gandhi)

“Ho dato le mie dimissioni, ma le ho rifiutate”. (Winston Churchill)

DAGLI IMMIGRATI A BOERI

Penso spesso che basterebbe un’analisi elementare per orientarsi un po’ meglio nei grovigli della politica italiana. Mi riferisco ai due argomenti del giorno: le misure da prendere per l’immigrazione, da anni senza freni; e la polemica tra i rappresentanti del governo e il presidente dell’Inps, Tito Boeri. Ed ecco le riflessioni, (oggettivamente, mi auguro) elementari.

SI SBARCA IN EUROPA, NON IN ITALIA…

Sugli immigrati: l’Italia è un Paese – importante – dell’Europa, sì o no? E se lo è, non solo per i doveri, ma anche per i diritti, è evidente che di fronte alle immigrazioni non si può parlare di un confine italiano, ma di un confine europeo, un confine dei presunti Stati Uniti d’Europa.

PERCHÉ CRITICARE SALVINI E CONTE?

Purtroppo, per troppi anni, i nostri governi sono stati deboli, acquiescenti, hanno subìto. Bene, dunque, fa Matteo Salvini, a nome del nostro governo, a chiedere con decisione l’intervento e il sostegno dei Paesi europei, cosiddetti alleati. E bene fa il capo del governo Giuseppe Conte, con la chiarezza del giurista, a dire che i migranti non sbarcano in Italia, ma sbarcano in Europa.

BOERI FA POLITICA

Quanto a Boeri: non perde occasione, ogni giorno, per sostenere il contrario di ciò che attiene alla linea politica del governo. Gli immigrati pagano le nostre pensioni, la legge Fornero non va toccata, il Decreto Dignità provocherebbe la perdita di 8000 posti di lavoro, ogni anno per dieci anni. Il conflitto con il governo si sussegue, con politica protervia da parte del presidente dell’Inps.

A CHI TOCCA FARE UN PASSO INDIETRO?…

Domanda elementare, nel caos: in un Paese normale, che rispetti i ruoli, chi dovrebbe fare un passo indietro e dimettersi? Conte, Di Maio, Salvini oppure Boeri (che fu nominato, guarda caso, da Matteo Renzi)?