Immigrati, comandante Mare Nostrum: salvare vite è un vanto per l’Italia

Altro che "invasori o clandestini", quelli che partono dall’Africa sono "disperati che cercano una speranza": salvarli in mezzo al mare, dunque, deve essere motivo di vanto per il nostro paese.

Chiamato dall’Italia a guidare Mare Nostrum, l’ammiraglio Mario Culcasi non entra nella polemica politica ma ricorda che il senso di quanto il nostro paese sta facendo in mezzo al mare lo diede Giorgio Napolitano nel dicembre scorso.

"Mare Nostrum e’ titolo di vanto per il nostro paese – disse il capo dello Stato – Voi potete fare la differenza rispetto a quello che e’ accaduto e puo’ accadere a queste barche, che da barconi della speranza spesso si trasformano in barche della morte". E dunque, dice Culcasi, "Il nostro pensiero e’ quello espresso dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: sottrarre ad un destino avverso migliaia di uomini, donne e bambini, e’ un qualcosa che sara’ ricordato con un altissimo senso di gratitudine verso il nostro paese".

Culcasi e’ a bordo dell’ammiraglia del dispositivo italiano, nave San Giorgio che in queste ore si trova ad Augusta dove ha trasportato gli ultimi 321 migranti salvati ieri a 50 miglia a sud di Lampedusa. "Ma siamo pronti a ripartire, anche perche’ i soccorsi non si fermano: nave Espero, assieme alle motovedette della Guardia Costiera e di Malta stanno intervenendo per soccorrere un barcone con circa 200 persone a bordo".

Lui e i suoi uomini, circa 800 persone a cui vanno aggiunti quelli delle Capitanerie di Porto e della Guardia di Finanza sulle motovedette, gli uomini della polizia imbarcati sulle navi della Marina per le identificazioni e i volontari, lavorano senza sosta da mesi.

"Le operazioni di soccorso non si fermano mai – conferma – E’ vero che le partenze sono agevolate dalle condizioni meteo ma e’ anche vero, come sta accadendo in queste ore, che si parte anche con condizioni meteo avverse, perche’ la disperazione di queste persone e’ tale che ci si imbarca con qualsiasi condizione".

Per far fronte a questo impegno l’Italia ha schierato 5 navi, aerei con e senza pilota, elicotteri e anche un sottomarino. "Abbiamo un dispositivo complesso e ben bilanciato – afferma l’ammiraglio Culcasi – e’ chiaro che quando ci sono situazioni come quelle vissute tra il 7 e il 9 aprile, con 35 barconi e 7mila persone salvate, dobbiamo mettere in campo uno sforzo aggiuntivo. Ma siamo in grado di far fronte al compito che ci ha chiesto il paese". E qual e’? "La nostra – risponde il comandante di Mare Nostrum, "e’ una missione umanitaria. Siamo qui per sottrarre a un destino avverso migliaia di persone".

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