Immigrati, caos a Ventimiglia – di Simona Aiuti

Un poliziotto di poco più di cinquant’anni è stato stroncato da un infarto mentre prestava servizio durante alcuni tafferugli con una quarantina di attivisti No border che avevano occupato l’ex caserma dei Vigili del fuoco presso Ventimiglia. C’è molta rabbia nell’opinione pubblica e molta vicinanza alle forze dell’ordine che non solo devono fare fronte a una situazione di clandestini tutt’altro che accomodanti, ma devono anche contrastare degli irresponsabili che alimentano tensioni e provocano scontri, nemici dello stato.

Ci sono stati 25 denunciati per i fatti delle scorse ore, altrettanti fogli di via e tre espulsioni dal territorio nazionale. I circa 140 che provenivano quasi tutti dal centro di temporanea assistenza della Croce rossa sono stati mandati nei centri di identificazione nel sud Italia; saranno identificati ed espulsi. E’ prevista anche una manifestazione dei No Borders, come se non ci fossero abbastanza problemi. La gendarmerie è stata costretta a sparare lacrimogeni addosso ai migranti aggrappati agli scogli per riportarli tutti alla frontiera e respingerli.

Questi attivisti, che evidentemente non hanno fatto la valigia per andare nei vari paesi stranieri a risolvere questioni politiche, ma restano qui, non solo a usufruire delle comodità occidentali, ma tentano anche di demolirle, sono inaccettabili, nemici della civiltà che li ha allevati. I clandestini che cercano di passare la frontiera sono decisi, non accettano le leggi italiane, le contrastano e pretendono di vivere come più gli aggrada, dove gli aggrada, forzando confini, contestando anche il cibo che gli v iene dato, dimenticando che siamo stati noi a ripescarli dal mare, quindi a salvarli e ci aggrediscono.

Desiderano solo imporre i loro usi e costumi e tra loro com’è stato ampiamente dimostrato, ci sono acerrimi nemici dell’Occidente, terroristi e altri quelli che sono silenti, hanno ben chiara l’idea di vivere qui, usufruire della nostra cultura e calpestarla, piegarla e senza ritegno.

Qualcuno ha detto che non si può rimpatriare se non ci sono rapporti di reciprocità, ebbene che ci si attivi in tal senso, che si lavori in questa direzione, altrimenti a cosa serve un governo? Che si lavori con i governi africani facendo valere il polso del popolo italiano, che ora sta sempre più perdendo mordente.

NESSUN COMMENTO

Comments