Immigrati, ancora sbarchi. Bonino, ‘su Frontex plus ancora zone d’ombra’

Continuano le traversate di migranti nel Canale di Sicilia. Il pattugliatore "Libra" della Marina militare ha concluso da poco le operazioni di soccorso di un barcone con a bordo 209 persone, tra le quali 18 donne e 29 minori. I profughi sono stati successivamente trasbordati su una motovedetta della Guardia Costiera. Sbarcheranno stasera a Catania.

Sempre nella notte, un altro barcone con 198 persone a bordo e’ stato soccorso dalla nave Diciotti della Guardia costiera. Tra loro, 41 donne e 24 minori.

Intanto la Nave ‘Fiorillo’ della guardia costiera con a bordo 204 migranti soccorsi nel Canale di Sicilia sta facendo rotta verso Catania. L’arrivo nel porto del capoluogo etneo e’ previsto alle 20.

Bonino, su Frontex plus ancora zone d’ombra "Malgrado la situazione di conflitto in cui e’ piombata l’Ucraina, ritengo fondamentale che l’attenzione dell’Unione europea si focalizzi d’urgenza sulla sponda Sud del Mediterraneo". Secondo l’ex ministro degli Esteri Emma Bonino e’ "arrivato il momento di prendere atto del fallimento della politica europea di vicinato rispetto a questa regione". "Dobbiamo dire chiaramente – afferma in un’intervista al Manifesto – che non esiste una politica comunitaria sull’immigrazione".

Il suo giudizio su Frontex plus e’ sospeso. Dall’inizio dell’anno, ricorda, Mare nostrum "ha salvato la vita a piu’ di 75.000 persone, per la maggioranza famiglie in fuga da guerre e dittature in Africa e Asia tramite un paese fuori controllo, la Libia". Per una volta "il nostro Paese puo’ finalmente vantarsi di avere fatto meglio e di piu’ del resto d’Europa".

Ora la nuova operazione, che ha preso il nome di Titan, "Potra’ essere positiva solo se potra’ fare almeno quanto fatto dagli italiani finora". Ci sono ancora "zona d’ombra", su quanti stati parteciperanno e con quanti uomini, sul budget troppo basso, sulla linea di pattugliamento piu’ arretrata e su dove saranno sbarcate le persone intercettare: "Tutte in Italia?".

"L’Europa deve al piu’ presto" affrontare il nodo "dei canali sicuri di accesso alla protezione internazionale", afferma e rilancia la proposta di un commissario Ue al Meditterraneo: "Finche’ l’Europa non capira’ che per gestire i flussi bisogna investire di piu’ nel partenariato allo sviluppo e nell’azione politica", questi non cesseranno.