Immigrati, Alfano: ‘stroncare trafficanti, affondare i barconi’

Giovanni Lo Porto, il cooperante ucciso da un raid Usa tra Pakistan e Afghanistan, era "un uomo che ha dato al Paese l’orgoglio e l’onore di dire che ci sono italiani che dedicano la propria vita al servizio degli altri". Cosi’ il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ospite ad ‘Agora” su Rai3. Quanto ai tempi relativi alla comunicazione del decesso, il ministro ha spiegato che "dalle informazioni in nostro possesso l’accertamento dell’identita’ ha richiesto tanto tempo. Poi, cosa che condivido, il premier ha voluto gestire l’informazione alla famiglia in prima persona e non che lo sapessero dalla stampa".

Alfano ha escluso qualsiasi quadro poco chiaro: "non c’e’ alcun retroscena, le cose nella loro drammaticita’ hanno una spiegazione pubblica che coincide con quella riservata".

Alfano ha parlato anche del tema immigrazione: “Abbiamo ottenuto il triplo delle risorse per Tritone. Se ragioniamo tenendo conto del punto di partenza, cioe’ post strage di Lampedusa, mi pare che l’Europa sia andata molto avanti nella consapevolezza che non e’ un problema solo italiano. La vera sfida dell’Occidente e’ stroncare questi traffici, quindi dobbiamo affondare i barconi in un quadro di legalita’ internazionale". "L’operazione di polizia e’ da fare insieme e cosi’ la comunita’ internazionale avra’ risposto a questa sfida all’agenzia di viaggio piu’ macabra del mondo".

Per il ministro "oggi sarebbe un azzardo mandare i nostri militari in Libia in un quadro non stabilizzato, ma altro e’ contrastare i mercanti di morte con una missione internazionale". Sull’ipotesi di un blocco navale, Alfano taglia corto: "Significa andare nelle acque altrui e mettere le proprie navi e coincide con la dichiarazione dello stato di guerra, invece se si parla di un’operazione di polizia internazionale nell’ambito della legalita’ e’ un’altra cosa". Infine, il ministro ha osservato come "l’accoglienza in Italia ha fin qui funzionato, ringrazio i Comuni che hanno collaborato e non abbiamo imposto niente a nessuno. Non e’ giusto, comunque, che in Sicilia debba stare il 22% di chi arriva".

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