Immigrati a Como, la Lega dice no

"La decisione a tre del Governo, della Prefettura e del Comune di Como di collocare una baraccopoli, un vero e proprio Hub comasco, con oltre 50 ‘case prefabbricate’ accanto al cimitero, in zona San Rocco, come alloggio a vita per centinaia di clandestini, è una scelta sciagurata che non risolve il problema anzi lo aggrava a danno dei residenti e dell’immagine di Como. Un insulto a Como e ai comaschi". Così gli esponenti comaschi della Lega bollano in una nota la soluzione annunciata ieri dal prefetto di Como e dal sindaco per sistemare temporaneamente le centinaia di migranti che da un mese sono accampate nei giardini della stazione di Como San Giovanni.

Nella nota la segretaria cittadina della Lega Nord, Alessandra Locatelli, il segretario provinciale, Fabrizio Turba, Dario Bianchi e Nicola Molteni, rispettivamente consigliere regionale e deputato del carroccio lariano, fanno sapere che "chi oggi bivacca in stazione San Giovanni non sono richiedenti asilo, non sono profughi, non hanno fatto domanda di protezione internazionale. Sono clandestini che devono essere sgomberati da Como, collocati nei Cie, identificati ed espulsi come prevedono la legge Bossi/Fini e le regole europee".

"Se il governo darà vitto e alloggio a chi non ne ha diritto, siamo pronti a presentare un esposto contro Renzi e Alfano. Questa baraccopoli trasformerà il quartiere in un ghetto (la zona è già attualmente controllata da immigrati e stranieri) sotto il controllo di trafficanti, spacciatori criminali e sedicenti collettivi ‘No Border’ – concludono – con gravissimo pericolo per la sicurezza dei comaschi. Ci stiamo organizzando e a breve scenderemo in piazza vicino ai residenti, per contrastare questa scelta assunta a danno di Como e dei suoi cittadini".

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