Il terremoto, le bufale, gli immigrati: se lo ‘sciacallaggio’ è sul web

Nelle ultime ore le forze dell’ordine hanno arrestato un italiano pregiudicato ad Amatrice con l’accusa di sciacallaggio: voleva forzare l’ingresso di una abitazione rimasta disabitata dopo il terremoto che ha sconvolto il centro Italia nelle ultime ore. Lo sciacallaggio e’ una ‘azione cinica compiuta a danno di chi e’ gia’ in difficoltà’, come si legge sui dizionari. Con le dovute proporzioni, quello che sta accadendo sul web si avvicina molto a questa definizione.

Tra bufale, accuse generalizzate, proposte (per ora) irrealizzabili, sul web non si parla d’altro. Lascia ad esempio sconcertati la voce che ipotizza una magnitudo falsata dallo Stato per non pagare i risarcimenti ai terremotati. Una bufala che da una parte crea sconcerto, dall’altra mette il dito in una piaga piena di paura e tanto dolore. I post sui social, soprattutto su Facebook insinuano che l’Istituto Nazionale di Geofisica avrebbe modificato il dato della magnitudo del terremoto. Il motivo? Eccolo, lo spiega un certo Daniele con un post su Facebook: "A pensar male si fa peccato ecc, ma sono andato a guardare anche la legge voluta da Monti per il terremoto dell’Emilia. Se un terremoto supera il 6.1 i danni li paga lo Stato se non li supera li pagano gli enti locali". Un concetto, questo, ripreso da molti internauti, tra cui Massimo: "All’estero parlano di magnitudo 6.2 – ha scritto su Twitter – per la legge Monti se il sisma non supera 6.1 lo Stato non paga i danni". Il riferimento e’ al decreto legge numero 59 del 15 maggio del 2012, esattamente cinque giorni prima del terremoto in Emilia: fu inferiore a 6.2, Monti stesso con un decreto garanti’ la copertura al 100% delle spese per la ricostruzione. Non solo: l’articolo di legge che faceva riferimento ai risarcimenti fu soppresso nel 2012.

Altro argomento di discussione, gli immigrati in albergo e gli sfollati nelle tendopoli. Gli appelli virtuali si moltiplicano, tra esponenti politici, quotidiani nazionali, gente comune. Il tenore dei messaggi, dei tweet o dei post e’ tutto di questo tipo: "Non mi sembra giusto allestire tendopoli per gli italiani in difficolta’ e stanze d’hotel per gli extracomunitari". C’e’ stato pure chi, come un certo Diego, ha fatto un augurio in particolare: "Mi auguro non ci siano nelle zone del #TERREMOTO #clandestini in hotel per poi scoprire che gli #Italiani senza casa siano in tenda!!!". Gia’, i clandestini in zona. Che effettivamente c’erano: a gruppi hanno chiesto, e ottenuto, di essere portati nelle zone terremotate per dare una mano. Ma neanche questo e’ stato accolto bene. Anzi: "Sono rimasto colpito dai ragazzi di colore che vengono a dare una mano alle persone terremotate… Ma per favore, vanno anche li’ pur sapendo che prendono 35 euro al giorno per prendere per il culo noi. Ma mandateli a quel paese che ci sono un sacco di italiani che vorrebbero partire per dare una mano pur sapendo che loro leccano in modo tale da richiedere asilo".

Non poteva mancare il riferimento ai famosi "35 euro dateli agli sfollati e non ai negri!". E pensare che c’e’ chi, tra i diretti interessati e che per questo avrebbe piu’ diritto a parlare, a pretendere, alla polemica hotel-tendopoli-immigrati neanche ci pensa. Anzi: "A nessun amatriciano sentirete dire che bisogna cacciare gli immigrati dagli alberghi per metterci i terremotati", scrive Francesca su Facebook che ha perso casa ad Amatrice, perche’ "per chi ha vissuto un dramma cosi’ la solidarieta’ e’ un sentimento molto forte, specie se sei vivo solo grazie a chi ti ha aiutato. E uno che scappa dalla guerra lo senti un po’ un tuo simile- continua il post- Secondo, perche’ a Amatrice era ospitato un gruppo di richiedenti asilo, a cui tutti si erano affezionati – si’, si possono percepire gli immigrati come parte della comunita’. E perche’ l’altra notte erano anche loro a scavare, e perche’ anche qualcuno di loro sta sotto le macerie".

E poi il Jackpot del Superenalotto da circa 130 milioni. La proposta di darlo alle popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto e’ partita da esponenti politici, poi fatta propria da tantissimi internauti prima di finire sul sito delle petizioni change.org: "Utilizziamo il jackpot del Superenalotto per aiutare il popolo terremotato", si legge nella motivazione mentre la petizione ha gia’ superato le 320mila firme (fino a ieri era sui 140mila). Una idea "bella, ma ci sono dei problemi da risolvere", ha voluto precisare il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, anche perche’ il montepremi "appartiene" ai giocatori. Baretta ha spiegato che comunque si sta lavorando su "una soluzione tecnica per destinare parte dei proventi della raccolta alla ricostruzione".

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