Il ritorno alla Prima Repubblica – di Antonio Gabriele Fucilone

Per un sostenitore del bipolarismo come me, il futuro della politica (e non solo) non è proprio così roseo. Infatti, la vittoria schiacciante del Partito Democratico di Matteo Renzi e la scissione del maggiore partito del centrodestra potrebbe porre le basi di quello che potrebbe essere un ritorno alla Prima Repubblica.

Se prendesse i voti dei moderati, il Partito Democratico di Renzi si metterebbe al centro della scena politica e diventerebbe una sorta di "nuova Democrazia Cristiana", con dei piccoli partiti alleati che sarebbero dei "cespugli".

Il Movimento 5 Stelle diventerebbe come il Partito Comunista Italiano della Prima Repubblica e gli altri partiti, come quelli del centrodestra, diventerebbero marginali, come il Movimento Sociale Italiano.

Se questa cosa, che è stata pronosticata dal giornalista e blogger Mario Adinolfi, dovesse verificarsi, sarebbe una tragedia. In pratica, noi ci troveremmo con una "democrazia bloccata". Infatti, a destra vi sarebbe una galassia di partiti che non potrebbero governare. Dall’altra parte, vi sarebbe il Movimento 5 Stelle.

A sinistra, vi sarebbero anche i partiti di sinistra massimalista, che prenderebbero i voti di quello zoccolo duro dei comunisti "duri e puri". Si tornerebbe così alla Prima Repubblica, quella che c’era fino all’inizio degli anni ’90, quella in cui governavano le stesse persone e in cui mancava l’alternanza.

Anziché fare diventare il vecchio bipolarismo muscolare fondato sullo scontro personale un bipolarismo moderno e fondato sul confronto tra visioni e del mondo, si ritornerebbe a quel vecchio sistema controverso da cui nacquero anche le varie corruttele che furono protagoniste nel periodo di "Tangentopoli". Se tutto ciò accadesse non sarebbe un buon segno per la nostra democrazia. Anche per questo, il centrodestra deve ricompattarsi.

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