Il nuovo trend del turismo russo: cambiare rotta e approdare a Cuba

Stando ai risultati degli ultimi anni le relazioni russo-cubane nel settore turistico hanno buone prospettive di sviluppare una cooperazione sempre più efficace e produttiva. In tal senso, il turismo sta infatti dimostrando dinamiche sempre più positive. Specie se si considera qualche dato: nel 2012, ad esempio, circa 87.000 turisti russi (il 10,8% in più rispetto ai 78.000 del 2011) hanno visitato Cuba. E oggi, sempre più frequentemente, i nuovi ricchi di Mosca e San Pietroburgo affollano le spiagge e i ristoranti dell’Havana.

Negli ultimi due anni, Cuba ha registrato dunque un vero e proprio boom di turisti russi. Si tratta di un trend che, stando alle testimonianze di ristoratori, albergatori e degli stessi viaggiatori, non accenna a diminuire.

I passati eventi della “primavera araba” hanno certamente influito sulle scelte di turisti e tour operator, che hanno cominciato ad orientarsi molto meno verso le classiche mete nordafricane e o del Medio Oriente; privilegiando invece sempre di più le suggestioni caraibiche e, nello specifico, cubane.

Non si è trattato però di un “ripiego” occasionale, dettato dalle circostanze del momento. L’apprezzamento generale continua, ed è guidato, oltre che da un vicendevole rapporto di reciproca fiducia fra Cuba e la Russia, soprattutto da una precisa volontà comune di tipo imprenditoriale e commerciale; che permetterà ai due Paesi di collaborare e procedere alla realizzazione di progetti di modernizzazione dell’infrastruttura turistica dell’isola caraibica. Basti pensare al recente accordo per la costruzione del nuovo aeroporto internazionale a L’Avana o (sempre per quanto riguarda i vettori aerei) al programma di cooperazione tra Russia e Cuba che si concluderà nel 2020 e che prevede la fondazione di una compagnia aerea russo-cubana che garantirà i voli sia all’interno dell’isola, sia verso tutti i paesi del continente americano.

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