Il Napoli travolge il Pescara – di Mimmo Carratelli

Dopo venti minuti di spettacolare passeggiata, in vantaggio di due gol (9’ Inler, 15’ Hamsik), la sindrome della rimonta (contro il Pescara!) per il gol di Bjarnason (18’) attanaglia il Napoli che perde il controllo del match nella parte finale del primo tempo. Gli azzurri si bloccano. Il Pescara prende coraggio, non si difende più, attacca. Bjarnason, Weiss, Vukusic, Cascione, Zanon inscenano una coraggiosa quadriglia dominando a centrocampo. Ma De Sanctis non corre alcun pericolo. Nell’intervallo Mazzarri avrà urlato molto nello spogliatoio. E la ripresa riconsegna il Napoli alla sua mattinata di gol (5-1), gloria, spettacolo, sempre e più che mai alle calcagna della Juventus (-2). Sono in cinquantamila per il matinée azzurro nonostante il brutto tempo. Campo pesante, ma in ottime condizioni. Rientra Cavani dalla squalifica.

Confermata la difesa con Gamberini, Cannavaro e Britos. C’è Mesto al posto di Maggio (problemi muscolari). Mancano Campagnaro e Pandev. C’è Insigne partner del Matador, Insigne contro la sua ex squadra. C’è subito una grande orchestra in campo perché Inler, Hamsik, Behrami, Insigne comandano in lungo e in largo. Cavani tarda ad entrare in partita, ma quando verrà fuori sarà un ciclone. Il Pescara è in completa soggezione. La palla del Napoli corre veloce e precisa. Behrami spezza i tentativi pescaresi a centrocampo, Inler sfodera una regia sontuosa, Hamsik è dappertutto, sulla sinistra Insigne è una freccia appuntita. Un tiro del limite di Inler, dopo avere evitato Togni, porta in vantaggio il Napoli (9’). Per lo svizzero, il tocco-invito di Insigne.

Non c’è partita. Ancora Insigne avvia l’azione offensiva, dopo la bella uscita dalla difesa di Britos, cross corto favorito da un rimpallo, Hamsik con un “sombrero” di destro infinocchia Bocchetti in area e con un sinistro sporco (il pallone gira per i rimpalli) mette dentro, (15’). Si gioca in carrozza. Ed ecco la svolta imprevista. Il Pescara, perso per perso, va all’attacco. Il Napoli è sorpreso. Come si permettono gli ultimi in classifica? Si permettono. Perché il centrocampo pescarese prende il sopravvento e accresce lo stupore degli azzurri. E quando Bjarnason di testa va in gol (18’ cross di Zanon) sorpresa e stupore si moltiplicano. Entra in campo la sindrome della rimonta. Col Pescara! La parte finale del tempo vede un Napoli “offeso” che non arriva più primo sulla palla, che incoraggia l’audacia degli abruzzesi, che resta bloccato nella sua metà campo. Però, appena prende aria e vola, dà sempre l’impressione di travolgere l’avversario. Solo che là davanti a Cavani non ne riesce una. Ha tanta foga, il Matador, che sbaglia le giocate più semplici (tre conclusioni fuori 17’, 21’, 33; una parata di Perin 36’). Un tiro pericoloso di Vukusic finisce alto (32’) ed è l’unica minaccia del Pescara. Anche Behrami impegna Perin (27’). Nella ripresa, il Napoli riprende la rotta giusta dopo che il biondone islandese Bjarnason, il migliore degli ospiti, mette fuori una insidiosa deviazione (49’). Ancora Perin nega il gol a Cavani (55’), poi il diluvio. Una bella rovesciata di Insigne lancia in area Cavani, steso da Bocchetti. Rigore ed espulsione del difensore (fallo da ultimo uomo, chiara occasione da gol). Il Matador si sblocca dal dischetto (57’) e ora si lancia a destra e a manca per il gol su azione.

Col Pescara in dieci nell’ultima mezz’ora ricomincia a gran ritmo la danza del Napoli. Gli abruzzesi hanno già dato tutto e, in inferiorità numerica, devono subire la voglia matta del Napoli. Cavani è un cavallo pazzo. Conclude ancora fuori (60’). Ma alla fine centra il bersaglio per il 4-1. Insigne avvia l’azione per Hamsik a sinistra, sul cross dello slovacco davanti alla porta irrompe il Matador che scaraventa in rete (63’). La sindrome della rimonta è finita, il Pescara non ne ha più. Finisce con una passeggiata azzurra in cui Mazzarri fa esperimenti (69’ Dzemaili per Gamberini, 75’ Vargas per Insigne, 80’ El Kaddouri per Cannavaro dolorante). Il Pescara è sotto il tiro continuo del Napoli che riprende a giocare con gusto e con una gran voglia di  fondare ancora (Matador in testa). Arriva il quinto gol con il “collo esterno” pieno di Inler da fuori area (78’). Doppietta dello svizzero, doppietta di  Cavani, Hamsik alla seconda segnatura consecutiva (tre gol nelle ultime quattro partite). Riprende sino alla fine l’orchestra azzurra anche col contributo di Vargas, Dzemaili ed El Kaddouri. E Cavani è una furia. Avrebbe potuto fare cinque gol. Il Napoli sta bene in salute, non si distrarrà giovedì nell’ultima partita di Europa League (il Psv a Fuorigrotta) schierando tutte le “seconde linee”, qualificazione già conquistata, e partirà domenica alla conquista di Milano (Inter). Gli uomini migliori sono tornati in gran forma, il gioco si sviluppa piacevole e incisivo, finalmente vengono fuori i tiri dalla distanza dei centrocampisti (non solo Inler, anche Behrami). Hamsik in grande spolvero e Cavani assatanato. La difesa è stata poco impegnata, però si è concessa qualche distrazione (un paio di errori di Cannavaro, un match grigio per Gamberini). Ma s’è visto un centrocampo super con la migliore partita di Inler.

NAPOLI (3-4-1-2): De Sanctis; Gamberini (69’ Dzemaili), Cannavaro (80’ El Kaddouri), Britos; Mesto, Inler, Behrami, Zuniga; Hamsik; Cavani, Insigne
(75’ Vargas).

PESCARA (3-5-1-1): Perin; Romagnoli, Terlizzi, Bocchetti (57’ espulso); Zanon, Bjarnason, Togni (75’ Nielsen), Cascione, Modesto; Weiss (65’ Capuano); Vukusic (67’ Abbruscato).

ARBITRO: Peruzzo (Schio).

RETI: 9’ Inler, 15’ Hamsik, 18’ Bjarnason, 57’ Cavani rigore, 63’ Cavani, 78’ Inler.

EUROPA LEAGUE. Ultima giornata dei gironi. Giovedì 6 dicembre (ore 19): Napoli-Psv Eindhoven, Dnipro-Aik Solna. Classifica: Dnipro 12; Napoli 9; Psv e Aik 4. Dnipro e Napoli già promossi ai sedicesimi di finale.

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