Il ‘morto’ di Di Pietro – di Roberto Pepe

Antonio Di Pietro archivio - - Fotografo: tamtam

La nostra è solo una ovvia curiosità tendente ad avere un chiarimento lecito ed onesto. Quando il leader dell’Idv Antonio Di Pietro evoca scenari tragici e catastrofistici nella sua crociata contro Berlusconi,  gridando come un forsennato alterato in TV: "Prima che ci scappi il morto, mandiamo a casa questo governo", in realtà cosa vuole dire? Che cosa intende preannunciare? Che cosa sa di più che gli altri italiani non sanno? A cosa allude; a quale immaginaria azione intende far riferimento che dovrebbe portare al “morto” per colpa del Governo e di Berlusconi? C’è per caso una previsione di sommossa? Si sta organizzando qualche tafferuglio, o blocchi, o manifestazioni violente con armi ed esplosivi da qualche parte? E’ giunta qualche soffiata di un attentato dinamitardo in una città? In un posto simbolico come Palazzi governativi, oppure presso abitazioni dei “nemici” governativi?

Questo lo deve chiarire assolutamente l’ex magistrato  Di Pietro, in quanto si è preso una grossa responsabilità. Se ora succede qualcosa, egli sarà imputato di conoscere retroscena inquietanti di azioni sovversive illegali e terroristiche e di non aver indicato opportunamente gli ambienti coinvolti, denunciandone i mandanti  od i personaggi coinvolti.

Pertanto dica subito che quella frase era una cazzata bella e buona, chiedendo scusa a tutti gli italiani ed in particolare alla maggioranza dei cittadini che supporta legalmente il Premier, oppure denunci con nomi e circostanze… ciò che ha allarmato tutta l’Italia. Come richiedeva egli stesso da magistrato. O se lo è dimenticato?

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