Il mondo con Malala, vittima talebani merita Nobel della Pace

Un Nobel per Malala. Oltre un centinaio di migliaia di persone nel Regno Unito e migliaia nel resto del mondo hanno firmato una petizione in cui chiedono ai governi dei loro Paesi di appoggiare la candidatura per il Nobel della Pace della ragazzina di 15 anni ferita dai talebani, divenuta un simbolo della lotta per il diritto all’istruzione delle bambine in Pakistan.

La petizione britannica e’ stata lanciata oggi da Shahida Choudhary, una donna di origini pachistane che ha invitato il primo ministro David Cameron, il ministro degli Esteri William Hague e i leader del partito liberaldemocratico e laburista, a sostenere la candidatura di Malala dinanzi alla commissione per il Nobel. ‘Malala non rappresenta soltanto una giovane donna, ma tutte quelle alle quali viene negata un’istruzione sulla base del loro genere’, scrive Choudhari. Campagne simili sono nate anche in Francia, in Germania e in Canada.

Era esattamente un mese fa quando Malala veniva ferita alla testa da alcuni colpi di pistola mentre si trovava su un autobus con due amiche in Pakistan. A colpirla furono alcuni militanti talebani, oltraggiati da come avesse denunciato, su un blog in Urdu della Bbc, che nella provincia di Swat – in cui abitualmente vive – durante il regime talebano alle ragazzine non fosse permesso andare a scuola.

Le sue parole, che ora hanno fatto il giro del mondo, la facevano sembrare un gigante in confronto alla piccolezza degli estremisti: ‘Non mi importa se a scuola mi devo sedere per terra. Tutto cio’ che desidero e’ istruzione. E non ho paura di nessuno’.

Alcuni giorni dopo l’attacco, la ragazzina, priva di sensi e in pericolo di vita, arrivava a Birmingham dove al Queen Elizabeth Hospital, un ospedale dove finiscono anche molti soldati britannici feriti in Afghanistan, e’ stata da allora sottoposta a cure specialistiche.

Ora Malala ha ripreso conoscenza, sta meglio, e proprio oggi l’ospedale ha diffuso una foto che la ritrae seduta mentre legge un libro con aria seria, circondata dai genitori e dai fratelli.

Facendosi portavoce della figlia, Ziauddin Yousafzai, ha detto: "Malala vuole che io dica a tutto il mondo quanto sia riconoscente ed impressionata da quanti uomini, donne e bambini si siano interessati alla sua guarigione".

Un’altra petizione, questa con un milione di firme, verra’ presentata al presidente pachistano Asif Ali Zardari dall’ex premier britannico Gordon Brown, oggi arrivato in Pakistan nella sua veste di inviato speciale delle Nazioni Unite per l’Istruzione Globale.

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