Il Male radicale di Kant contro Papa Ratzinger – di Roberto Pepe

Il  “radikal Böse”, per  il filosofo Kant : “male radicale”,  è insito nell’uomo, assomigliando ad un “legno storto”. Questo istinto si manifesta in una tendenza naturale verso il male, una sorta di perversione che spinge l’uomo a soddisfare i propri impulsi  primordiali, seguendo i propri desideri egoistici senza ascoltare la comune legge morale. Queste azioni conseguenti, per il cristiano, rappresentano il Peccato ispirato dalla forza demoniaca. Questo è ineliminabile dal contesto terreno, tanto è vero che è stata necessaria la richiesta dell’intervento trascendentale di Dio. Il male, insomma diventa una figura del limite umano diventandone un enigma principale. Lo si può percepire; si ha certezza della sua azione perversa, ma non lo si può spiegare o circoscrivere. La grandezza di Kant  (disse il filosofo  Karl Jaspers) sta appunto nell’aver identificato questo confine, senza però aver creato alcun simbolo. “Il filosofare trae origine dal silenzio di fronte a ciò che è nascosto”: ai suoi occhi, in compenso, la dottrina del male radicale manifesta assai bene una straordinaria testimonianza della possibilità della “grazia”.

Questo deve aver pensato il nostro Grande Papa Ratzinger di fronte al “male radicale” di cui è stato circondato in questi ultimi tempi! Non si capacitava e non si capacita tuttora, perché “quel suo figliolo” del segretario personale, lo abbia tradito, trafugandogli gli scritti! Non si capacitava di aver constatato che il “male radicale” della pedofilia era entrato tra le mura dei suoi alti rappresentanti nel mondo! Non si capacita delle traversie economiche in cui versano Enti, Ospedali, Organizzazioni, Associazioni di natura laica e religiosa tormentate da accuse e denunce incredibili. 

Indubbiamente tutti questi accadimenti sono gestiti  e quindi sono frutto di interventi e decisioni di  “uomini” sia laici che  alti prelati, e come tali soggetti ad essere colpiti indistintamente dal “male radicale” che non fa preferenze! Anzi, probabilmente il nostro Papa, filosofo e sacerdote, si è reso conto che l’assunto kantiano (l’artefice è il diavolo) se ha deciso di colpire un alto Prelato od un alto esponente del Vaticano, lo colpirà con una maggiore forza e virulenza, tale  da scombussolare anche tutto l’ambiente circostante, seminando in cascata un mare di  “zizzania”  – come ha affermato il Cardinale Bertone –  anche tramite  i giornalisti  usati come megafono diffamatorio contro tutto l’apparato vaticano, toccando perfino l’ignaro  ed allibito Santo Padre!

Il destino atroce  si è manifestato, infatti, colpendo proprio in questo momento il Vaticano, con la presenza di un Papa che, addirittura, aveva esordito il suo mandato con la condanna del relativismo storico! Forse il “male radicale” (ovvero il diavolo) ha avuto timore che Benedetto  XVI  limitasse troppo la deriva innovativa, trasformista ed utilitarista  che il Cristianesimo stava imboccando già da tempo… ed ha creato un alone di  turbamenti in ciò che è terribilmente nascosto!

Das radikal Böse hat wieder zugeschlagen: il Male radicale ha colpito ancora. Ma sarà tutto inutile, perché  lo stato di “grazia” alla fine avrà il sopravvento!

NESSUN COMMENTO

Comments