Il dare-avere di Scalfaro – di Marco Chierici

Probabilmente è riduttivo ricordare il presidente Scalfaro solo per il suo celebre: "Io non ci sto", ma i titoli di tutti i principali giornali di oggi dovrebbero farci riflettere. I necrologi non sono mai ostili, ho sempre scritto e detto; come le recensioni letterarie: tutte belle e fiabesche. Vorrei oggi andare un pò controcorrente. Chi le scrive non è un grandissimo esperto di politica, ma la segue con interesse, tuttavia non ricorda azioni così gloriose di Scalfaro degne di passare alla storia. Di certezze c’è solo l’enorme costo che quest’uomo ha avuto sulla collettività. Andando a "spanne" Oscar Luigi Scalfaro forse è costato un milione all’anno per 70 anni? Credo di sbagliarmi per difetto. Dal 1943 fino al giorno della sua morte ha vissuto con denaro pubblico, cioè nostro. Se mettiamo nel conto: stipendi, compensi, contributi, assicurazioni, ricche pensioni o doppie pensioni, nutrite scorte, auto blu, spese accessorie di sette decenni, stiamo parlando di settanta milioni di euro. La pagella definitiva è per ognuno di noi redatta dal Padre Eterno, ma un foglio bianco con un dare-avere possiamo "buttarlo giù" anche noi comuni mortali. La mia antipatica e pignola domanda è semplice: quest’uomo, o meglio, uomini come Scalfaro (e ne abbiamo tanti), deceduto a 93 anni, hanno realizzato per la collettività risultati da 70 milioni di euro? Io credo di no. Io credo che non sia costruttivo nè onesto innalzare agli onori della storia tutti coloro che passano a miglior vita.

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