I vecchi arnesi della politica mi hanno stancato, preferisco il silenzio – di Fabio Ghia

Ricky carissimo,
caro direttore,

    ti leggo sempre con piacere. Io, oltre a una fastidiosissima e ormai cronica ipertensione arteriosa, ho preferito sospendere i miei articoli. La ragione principale è la subentrata disaffezione dalla classe politica italiana che più il tempo passa e più mi amareggia nell’intimo. Ti posso assicurare che, pur continuando a seguire le cronache politiche, il solo sentire parlare qualsivoglia rappresentante di qualsiasi partito mi fa venire il voltastomaco. La falsità del loro linguaggio è evidente e soprattutto nessuno di loro ha mai accennato alle “responsabilità” dirette dei Partiti nell’attuale sfacelo che presenta l’economia e lo stesso scenario politico italiano.

L’unica ragione che mi potrebbe portare a ridare il mio contributo di pensiero di cronaca e di critica politica, potrebbe essere il “ritiro integrale” dell’intera Dirigenza dei Partiti, sia di destra che di sinistra, lasciando libero spazio a una  gioventù (tipo Metteo Renzi e Giorgia Meloni) che abbia soprattutto un senso della politica, scevro da personalismi di sorta e interessi di parte, che sia soprattutto impegno personale e onestà d’intenti.

La pecca principale dell’Italia di oggi, nonostante tutti gli interventi fatti nell’ultimo anno, continua infatti ad essere “il costo della politica”. Oltre che quello materiale, infatti, esistono dei riflessi sulla componente educativa e morale (difficilmente quantificabili ma marcatamente significativi) non indifferenti: instaurazione della cultura del business, do ut des: corruzione, creazione di esigenze virtuali da gestire all’unico scopo di “distribuire” un po’ di poltrone (i cosiddetti posti di potere) e di soldi, in carrozzoni che hanno l’unisco scopo  di “rigenerare” e “riproporre” sempre più altrettanti carrozzoni istituzionali o quasi, di difficile ridimensionamento.

A parte l’evidenza riscontrabile in qualsiasi settore della politica (Governo – Quirinale – Regioni – Sindacati – patronati e quant’altro ci possa venire in mente!), molte parti delle nostre più antiche istituzioni sono state contaminate. E’ il caso del Ministero Affari Esteri i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti: dall’intervento in Libia, al comportamento che stanno manifestando nei confronti dei Paesi della primavera araba (sostegno solo ai cosiddetti partiti di Governo, senza minimamente esaminare quale potrebbe essere una politica di sviluppo, anche politico, di questi paesi!), ai NOSTRI FUCILICIERI DI MARINA letteralmente Sequestrati (con il beneplacito del nostro MAE) dalla polizia indiana nel pieno esercizio delle loro funzioni militari!!!!!! E nessuno dice niente. Per non entrare nel vivo del problema che interessa il funzionamento spiccio delle nostre Ambasciate all’estero e i servizi resi dai nostri Consolati che, in un mondo ormai digitalizzato, continuano ad accentrare responsabilità che, per contro, potrebbero essere soddisfatte interamente a livello centrale (Italia) via computer.

Si carissimo Direttore, sono nauseato e, ancor di più, sconfortato. Perché a parte il Movimento 5 Stelle (malgrado la paternità di Beppe Grillo con le sue idee talvolta eccessivamente radicali) non vedo alcunché di novità sullo scenario politico italiano. Il cosiddetto rinnovamento lo si potrà avere solo lì dove gli attuali “anziani” della politica prendessero pubblicamente responsabilità diretta su quanto prodotto in Italia negli ultimi vent’anni, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti. Questa gente deve sparire dallo scenario politico! Al loro posto vedo sempre di più liste civiche spontanee, di cui De Magistris e Pisapia sono primordiali esempi applicati dai partiti, mentre il Movimento 5 Stelle, con Parma in testa, ne è la realtà di oggi.

Certo il discorso per le elezioni politiche è ben diverso dalle amministrative, ma la strada è tracciata e la risposta del popolo stesso non tarderà  a arrivare. E’ la forma più evidente di democrazia diretta: una sorta di referendum applicati alla rete su tematiche e personaggi a tutto campo.

Sono dell’idea che ora più che mai la nostra Costituzione (in particolare la parte II) non sia più rispondente alle effettive necessità del Paese. In tal senso, ma è una opinione personale, guardo con interesse sempre più evidente la Svizzera che dal 1848 esprime un Federalismo concreto e quanto mai attuale, esercitando una funzione politica eccellente con il vero potere politico nelle reali mani del Popolo Sovrano, che si concretizza attraverso i referendum.

In conclusione, permettimi un suggerimento: esamina attentamente il settore universitario dei giovani ricercatori. Rappresentano veramente quanto di meglio e di sano possa offrire la classe acculturata italiana. Quella a cui noi tutti dovremmo fare riferimento. Non per questo, comunque, potrai rinunciare al fattore “esperienza”, che potrà sempre essere data dal contributo di pensiero di anziani (come me!).

A presto, il tuo lettore di sempre, Fabio

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