I tre ruoli che vuol riservarsi Silvio Berlusconi – di Giampiero Pallotta

Sicuramente la sera in cui ha dato le dimissioni, tra il giubilo demenziale degli antiberlusconiani che non sapevano che si stavano "cacciando nel sacco", Berlusconi ha festeggiato anche se, magari, con un po’ di rimpianto, ma col sollievo di non dover più sopportare il peso di una situazione che di giorno in giorno si faceva sempre più drammatica tra gli attacchi furibondi della sinistra, della stampa e delle Procure, i continui ostacoli della Lega, i complotti degli affaristi infiltratisi nel Pdl e l’atteggiamento non collaborativo, quasi “traditore”, di Giulio Tremonti.

Quella sera Berlusconi era consapevole di porre definitivamente fine alla sua carriera di Primo Ministro, ma non di uomo politico.

Nelle settimane successive ha avuto modo di rilassarsi e ha sicuramente apprezzato i vantaggi della nuova posizione. Ora Silvio si è ritagliato un ruolo più defilato. Il governo Monti per ora ha fatto tutto quello che avrebbe voluto fare il governo Berlusconi e sicuramente continuerà a seguire quella linea. Se Mario Monti, come tutto lascia credere, con l’aiuto di Mario Draghi, riuscirà a portare fuori l’Europa (e l’Italia) dalla crisi e stimolare la ripresa, sarà di sicuro confermato primo Ministro a furor di popolo. Perciò Berlusconi ha cominciato a prepararsi a questa eventualità. Agirà gradatamente. Non fonderà un nuovo partito, ma solo cambierà il nome al Pdl che sembra “non commuova” e ha confermato Angelino Alfano al ruolo di Segretario generale che potrebbe diventare il braccio destro di Mario Monti se nel 2013 verrà eletto Primo Ministro.

Angelino Alfano e’ molto giovane e può attendere. Come vice di Monti potrà prepararsi meglio al ruolo di Primo Ministro nella legislatura successiva. Ora, in un clima piu’ responsabile e serio, Berlusconi si sta impegnando per far fare al governo Monti le cose che lui voleva fare e che gli sono state impedite. Il rigore dei conti pubblici, l’equilibrio di bilancio in Costituzione, le vere liberalizzazioni, un nuovo mercato del lavoro piu’ aperto ai giovani e alle donne, nuove relazioni sindacali archiviando la lotta di classe, e poi le riforme su cui tutti sono d’accordo da decenni: più poteri al premier, un Parlamento non bicamerale e meno perditempo, meno parlamentari, nuovi regolamenti e una riforma fiscale che lasci piu’ soldi in tasca ai cittadini per incentivare i consumi e, quindi, favorire la crescita e l’occupazione. Nel frattempo Berlusconi ha anche iniziato l’operazione “pulizia”, infatti, sta “ripulendo” il Pdl da personaggi discutibili e politicanti di mezza tacca, che hanno mostrato la loro inadeguatezza, “inaffidabilità” e doppiezza. Nel Pdl si sono rifugiati tanti “nani e ballerine”, personaggi di nessun valore culturale, “attorucoli” più degni di una squallida commedia che di un seggio in Parlamento. E per sè vuole riservarsi “tre ruoli”: quello di presidente del Milan, di presidente dell’Università della libertà e di presidente di una fondazione per costruire nel mondo ospedali per i bambini. Per fortuna che Silvio c’è!

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