I silenzi di Matteo Renzi – di Leonardo Cecca

Ogni giorno che passa mi rendo sempre più conto che Renzi ha la stoffa dello statista: non si tratta però di stoffa di pregio, ma di quella taroccata che oltre a non valere niente è anche nociva per la salute. Il Premier, infatti, continua imperterrito a dimenticare e/o ad accantonare i problemi importanti e a rimpiazzare il vuoto con le solite chiacchiere che riguardano altro.

C’è in atto il deplorevole scandalo delle tangenti e lui fa finta di non sapere che ci sono dei sottosegretari del suo partito che sono indagati, fa finta di non sapere che c’è la legge Severino che viene applicata come fa comodo alla sinistra, non ha mai proferito parola sulla poltrona che indegnamente occupa il sindaco di Roma (vedasi le motivazioni per le quali ebbe il benservito dall’Università di Pittsburg, le frequentazioni di personaggi legati allo scandalo "Mondo di mezzo" ed ora anche quelli relativi alla "Metro C", senza tener conto poi della dimostrazioni di irresponsabilità che diede allontanandosi dalla capitale quando manifestazioni e allarme meteo richiedevano la sua presenza).

Non parla più dell’emergenza immigrati, forse pensando che tale piaga si risolve con il silenzio e con una politica estera da circo equestre. Per non affrontare i problemi continua a mettere carne sul fuoco, ora vuol tagliare le vacanze nella scuola, forse è anche giusto, ma di certo non urgente e subito ne approfitta per dichiarare, a mo’ di statista incallito: "L’Italia dei prossimi 50-100 anni sarà non come sarà fatta dalla riforma del lavoro o della Pa, nè dalle riforme istituzionali, ma sul modello educativo…".

Dichiarazione forte e chiara, ma purtroppo è fatta tanto per "cianciare" in quanto Renzi dimentica alcune cose importanti, cioè che nel modello educativo dovrebbe essere compreso anche l’esempio dei politici che, purtroppo, è pessimo sotto ogni punto di vista, insieme alla correttezza del capo del governo che si misura anche vagliando le promesse fatte e non mantenute (spero che si rammenti cosa prometteva circa la scorta ed i mezzi di stato).

Sempre riguardo al modello educativo Renzi ha fatto finta di non sapere che il magistrato Boccassini, giorni or sono, in un liceo ha criticato aspramente, con motivazioni di comodo, l’introduzione nel nostro ordinamento della responsabilità civile dei magistrati essendo inconcepibile, oltre ad essere disdicevole in quanto un magistrato non è chiamato a fare le leggi ma solo applicarle diligentemente con il solo scopo di far emergere la verità, che un magistrato in una scuola possa giudicare ingiusto dare seguito a ciò che il popolo aveva deciso con un referendum giudicato ammissibile dalla Corte Costituzionale.

Un Capo del governo degno di ricoprire tale incarico non avrebbe di certo fatto passare sottobanco la supponenza e l’arroganza manifestate da un magistrato in una scuola, magistrato che, tra l’altro, ultimamente ha evidenziato capacità un po’ discutibili. Renzi, il vado avanti comunque, è stato semplicemente zitto, ha fatto finta di niente: come interpretare tale comportamento? Sono un peccatore incallito, sto sempre a fare pensieracci.

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