Hong Kong, il governo cancella dialogo con gli studenti

Nuova impennata delle tensioni a Hong Kong dopo una giornata di ultimatum e parole durissime che hanno portato a cancellare il dialogo tra manifestanti e governo previsto per domani. I rappresentanti di Occupy, della Federazione degli Studenti e di Scholarism hanno tenuto nel pomeriggio una conferenza stampa nella quale hanno annunciato alcune misure per innalzare il livello di mobilitazione del movimento di disobbedienza civile in atto a Hong Kong che invoca democrazia e libere elezioni. Fra queste, la richiesta di impeachment per il capo dell’esecutivo, CY Leung, sul quale aleggia anche uno scandalo di corruzione e un ostruzionismo duro da parte dei parlamentari del gruppo democratico su ogni proposta governativa che richiede lo stanziamento di fondi pubblici.

Forti di una presenza di piu’ di due terzi al mini-Parlamento di Hong Kong, o Consiglio Legislativo, i parlamentari del campo democratico hanno il potere di bloccare l’approvazione delle leggi proposte dall’esecutivo e hanno deciso di mettere il veto sui programmi "di non vitale importanza o urgenza" che richiedano l’approvazione parlamentare. Gli studenti da parte loro hanno annunciato anche una manifestazione di massa per domani e minacciato di indire un nuovo sciopero delle scuole superiori e delle universita’ se il dialogo con Carrie Lam, la numero due del governo di Hong Kong, non avesse portato a nulla. Poco dopo la dichiarazione di intenti degli studenti e dei parlamentari, Lam ha deciso di bruciare le tappe e cancellare l’incontro previsto per domani, sostenendo che l’intensificarsi della disobbedienza civile rende impossibile qualsiasi accordo o tentativo di dialogo.

La decisione del governo – che nega dunque uno dei punti principali delle richieste degli studenti, che da due settimane bloccano le maggiori strade di Hong Kong – ha provocato una risposta quasi immediata del gruppo Scholarism, capeggiato dal diciassettenne Joshua Wong, che ha lanciato un appello a tutti i sostenitori di Occupy a tornare nelle piazze domani. E le strade di Admiralty, Mongkok e Causeway Bay hanno cominciato da subito a riempirsi di nuovo. Non accenna dunque a placarsi la crisi politica che da mesi infiamma Hong Kong.

La posta in gioco e’ la riforma elettorale che prevede che nel 2017 le nuove elezioni nell’ex colonia britannica si svolgano a suffragio universale. Per non rischiare imprevisti Pechino ha decretato il 21 agosto scorso che non potranno esserci piu’ di tre candidati, i quali dovranno essere selezionati da un Comitato Elettorale di 1200 persone scelte a loro volta da Pechino. La richiesta dei manifestanti e’ invece quella di un suffragio universale pieno e libero. A gettare benzina sul fuoco e a spingere i deputati prodemocrazia a preparare una richiesta di impeachment contro il capo del governo CY Leung e’ la vicenda rivelata dal quotidiano australiano The Age.

Leung, secondo il giornale, avrebbe intascato circa 5 milioni di euro da un’azienda australiana come pagamento per aiutarne i piani di espansione in Asia. The Age scrive che il patto fra il gruppo di ingegneristica australiano Ugl e Leung e’ dettagliato in un contratto segreto del dicembre del 2011, quando Leung ancora non era diventato capo del governo, ma che il pagamento e’ avvenuto in due tranche quando questi era gia’ in carica. Leung non avrebbe mai dichiarato il ricevimento di tali somme. Michael Yu, il portavoce di Leung, ha dichiarato al giornale australiano che i pagamenti erano stati fatti per servizi passati e non rappresentano dunque un conflitto di interessi. Ma i documenti ottenuti da The Age mostrano che Leung avrebbe promesso all’azienda australiana di "fornire ragionevole assistenza" per promuovere gli interessi di Ugl, un impegno dunque per il futuro e non per servizi gia’ compiuti.

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