Hollande, “Renzi? A volte si è ingiusti nel valutare i leader”

“Che cosa piaceva di Renzi? Che fosse giovane, intrepido, audace. Qualche tempo dopo, le stesse qualità sono state interpretate come segno di arroganza"

François Hollande, ex presidente francese, intervistato da Lena, l’alleanza editoriale di Repubblica con altri sei giornali europei tra cui Pais, Welt e Figaro, dichiara: “Matteo Renzi sui migranti non ha mai smesso di allertarci, chiedere una revisione degli accordi di Dublino. L’ho sostenuto per quanto ho potuto ma ha vinto la politica dello struzzo. L’Europa ha nascosto la testa sotto alla sabbia”.

“Ne aveva abbastanza di vedere tutti questi consigli europei che non producevano mai decisioni. Posso testimoniare che si è davvero battuto. A volte si è ingiusti nel valutare i leader” e “spesso quel che si ama in un leader diventa poi il suo punto debole”.

“Che cosa piaceva di Renzi? Che fosse giovane, intrepido, audace. Qualche tempo dopo, le stesse qualità sono state interpretate come segno di arroganza”.

Hollande è “preoccupato” per la situazione politica in Italia “perché è un nuovo sintomo della crisi democratica che tocca i partiti di governo ovunque in Europa. Su 28 governi europei solo quattro, cinque con la Grecia, sono di matrice socialdemocratica”. “Ero e rimango socialista. Non mi ritiro dalla politica”, ma oggi “siamo schiacciati tra l’incudine e il martello. Da una parte la destra ci attacca su sicurezza e immigrazione. Dall’altra una parte della sinistra ci considera traditori. E alla fine dei conti chi vince? I populisti o i conservatori”.