Grillo attacca primarie-buffonarie Pd; no, le tue sono un flop

E’ guerra a distanza tra Beppe Grillo e il Pd sulle primarie per i parlamentari democratici, in programma il 29-30 dicembre. ‘Buffonarie’ le ha bollate il comico, in un post sul proprio blog, accusando Bersani di essere ‘un succhiaruote della democrazia’ e rivelando per la prima volta i numeri delle tanto discusse ‘Parlamentarie’ del Movimento Cinque Stelle: 20.252 i votanti sui 31.612 aventi diritto. Numeri da flop, gli replica in sostanza il Pd: ‘A rispondergli bastano i fatti. Le primarie del Pd hanno coinvolto un numero di persone 100 volte superiore’, dice infatti Nico Stumpo, responsabile organizzazione dei democrat. L’affondo di Grillo e’ senza preamboli: ‘Il pdmenoelle ha deciso di dare voce ai cittadini per le liste elettorali. Un’idea originale (chissa’ da chi hanno copiato)’. Quindi l’attacco a Bersani: ‘Belin, questo passa il tempo a seguire cosa fa il M5S dove le donne votate sono state maggioranza assoluta. E’ un succhiaruote della democrazia. Vengono cosi’ inaugurate, dopo le Parlamentarie del M5S, le ‘Buffonarie’ del pdmenoelle’. Dove, secondo il comico, si avra’ una ‘modica quantita’ di aspiranti parlamentari, un 10%, scelti da lui, medesimo: Gargamella Bersani’. Nomi ‘indimenticabili’, come ‘Rosy Bindi, Anna Finocchiaro, Franco Marini, Giorgio Merlo, Maria Pia Garavaglia, Beppe Fioroni’. Una stroncatura che porta Grillo a parlare di ‘trionfo della democrazia diretta made in Bettola’.

Per attaccare il Pd, il leader del M5S ha anche per la prima volta fornito i numeri delle ‘Parlamentarie’ on line di qualche settimana fa, cosi’ tanto discussi: 20.252 i votanti sui 31.612 che ne avevano diritto, 55% le donne capilista e 255.339 gli iscritti complessivi al Movimento: ‘Abbiamo aperto una nuova via nella partecipazione democratica, che non potra’ che crescere ed affermarsi’. Ma per Stumpo ‘le primarie Pd prevedono un meccanismo di selezione dei candidati mai cosi’ aperto e trasparente e non, come nel caso delle parlamentarie grilline, la possibilita’ di candidarsi solo per chi ha gia’ partecipato a elezioni con il M5S, oltre che un sistema di voto che e’ il trionfo dell’opacita’ e del sospetto’.

Intanto, all’interno del Movimento, dove continua la corsa contro il tempo per la raccolte delle firme necessarie a presentarsi in Parlamento, volano ancora stracci dopo le espulsioni di Giovanni Favia e Federica Salsi. ‘Quello della Salsi e’ un vomito costante che umilia il lavoro di migliaia di persone che stanno costruendo un sogno’, ha attaccato il capogruppo M5S bolognese Massimo Bugani. ‘Vomito? E’ solo facolta’ di parlare e basterebbe un quoziente intellettivo minimo per capirlo’, la replica dell’ormai ex compagna di gruppo consiliare. Favia, che ha scelto di autosospendersi dai lavori del consiglio regionale, resta in silenzio ma potrebbe romperlo a breve, rendendo nota anche la ‘perizia’ sull’uso del logo che ha chiesto a un legale dopo la cacciata di Grillo.

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