Green Hill, aperte le candidature per adottare i beagle

‘Per adesso la priorita’ e’ riuscire ad affidare questi cani a delle famiglie, a toglierli dall’allevamento di Montichiari per garantire la loro sicurezza’. Parola del responsabile adozioni della Lav (Lega Anti Vivisezione), Giacomo Bottinelli, a margine del complesso vertice nella sede romana dell’associazione animalista. Un vertice durato fino al tardo pomeriggio, che ha sancito l’inizio dell’operazione ‘SoS Green Hill’ e a cui hanno preso parte le tante associazioni animaliste che in questi mesi hanno seguito da vicino la vicenda dell’allevamento (Comitato Montichiari contro Green Hill, Coordinamento fermare Green Hill, Occupy Green Hill e ancora le sigle della Federazione italiana diritti animali e ambiente). Cosi’ i 2.500 cani nati e cresciuti nei capannoni sul colle San Zeno di Montichiari potranno, per la prima volta, uscire all’aria aperta, abbandonare quello che e’ stato ribattezzato un ‘allevamento lager’. Per ora, questi beagle allevati per finire nei laboratori scientifici ‘sono stati affidati a titolo provvisorio esclusivamente a Legambiente e Lav’ spiega il pm Ambrogio Cassiani, titolare della nuova inchiesta insieme al procuratore aggiunto Sandro Raimondi. Questione di giorni e le operazioni di spostamento dei cani potranno cominciare: mano a mano i beagle verranno consegnati nelle mani dei loro nuovi custodi giudiziari; fino al loro trasferimento gli animali resteranno, pero’, sotto la custodia giudiziaria di Asl, sindaco di Montichiari e Green Hill.

Legambiente e Lav, tengono a specificare dalla Procura, sono gli unici custodi provvisori dei cani autorizzati a rivolgersi ad altre associazioni, che possano dar loro un aiuto nella ricerca di strutture idonee ad accogliere i beagle. Ed e’ qui che entrano in gioco anche la famiglie. Le associazioni ambientaliste che hanno partecipato al vertice a Roma stanno raccogliendo e valutando le richieste di affidamento: ci si puo’ rivolgere alle loro sedi o collegarsi ai rispettivi siti web. ‘Vorremmo famiglie consapevoli, che si rendano conto che questi animali non sono ‘normali’: hanno bisogno di estrema attenzione dal punto di vista comportamentale e fisico’, spiega Bottinelli della Lav, prima di rivolgere questo appello: ‘Non cerchiamo chi, sull’onda dell’emozione, ci chiede un cucciolo pensando che si tratti di un affidamento qualsiasi’. Anche perche’ ciascun cane ha un microchip con un codice identificativo immodificabile: le sue condizioni verranno scritte nei verbali di consegna e la sua tracciabilita’ verra’ sempre garantita. Ora la lotta degli animalisti continua e la speranza e’ che il sequestro probatorio dell’allevamento disposto dalla Procura di Brescia possa diventare al piu’ presto sequestro preventivo. Allora gli affidamenti potranno diventare definitivi.

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