Governo, Zanetti: “Al Senato non garantiamo i numeri”

“Nessuna fiducia in bianco. Valuteremo provvedimento per provvedimento, come abbiamo fatto anche per il voto su Mps”

Enrico Zanetti, unico componente del governo Renzi ad essere rimasto fuori dal governo Gentiloni per scelta politica, in una intervista al Messaggero si dice “orgoglioso”: “Mi è sembrato doveroso non accettare e ringrazio comunque il presidente Gentiloni che avrebbe voluto la mia conferma. Ma i ringraziamenti per quel che mi riguarda finiscono qui perché, a mio avviso, con questo governo fotocopia si sta commettendo un errore politico che renderà più complessa la navigazione”.

Lasciar fuori Ala e Scelta civica è il segnale che Renzi ha fretta di tornare alle urne? “Dal nostro punto di vista la questione non è la durata. E’ un’altra: questo esecutivo non deve cancellare i due anni di esperienza del governo Renzi che noi per primi riteniamo, seppure con gli inevitabili errori che contraddistinguono l’azione di governo, positivo. Ma nemmeno un governo fotocopia che prolunghi la sua esperienza facendo finta che il 4 dicembre non sia successo nulla, a parte la decisione generosa dell’ex presidente del Consiglio di tenersi fuori”.

Per Zanentti “serviva la logica che c’era nelle premesse delle consultazioni”, “se ci avessero detto che le consultazioni partivano nell’ottica di verificare una riproposizione dello schema precedente, è evidente che avremmo assunto una posizione diversa. La nostra disponibilità sarebbe cambiata. Avremmo detto ‘no grazie'”.

“Non sono pentito, perché un governo di transizione serve. Noi avremmo voluto un governo che accogliesse al suo interno tutte le forze disponibili a mettere dinanzi a tutto gli interessi nazionali” e ora “ci teniamo le mani libere. Non voteremo atti di sfiducia, almeno fino a quando non ci sarà una nuova legge elettorale. Sarebbe da irresponsabili. Ma non daremo nessuna fiducia in bianco. Valuteremo provvedimento per provvedimento, come abbiamo fatto anche per il voto su Mps. E, ovviamente, non potremo farci carico del funzionamento del Parlamento. Nessuna minaccia. Sto dicendo solo – conclude Zanetti – che nella gestione quotidiana dell’Aula non saremo noi a garantire il numero legale. Anche perché, francamente, non credo che si possa chiedere il sangue alle persone”.