Governo, Senato dice sì a Monti: 281 favorevoli, 25 contrari

Italian Prime Minister Mario Monti (C), flanked by his ministers, delivers a speech ahead of a confidence vote at the Italian Senate on November 17, 2011 in Rome. Italy's new Prime Minister Mario Monti is set to unveil his economic programme Thursday, under heavy scrutiny from global leaders, financial markets and parliamentarians wary of hard-hitting reforms. AFP PHOTO / ALBERTO PIZZOLI

Il nuovo governo, presieduto da Mario Monti, ottiene il primo sì del Senato con 281 voti favorevoli e 25 contrari.

Il nuovo Esecutivo sembra cercare una quanto più ampia convergenza in Parlamento. Nel pomeriggio un segnale di massima apertura verso la Lega Nord, con una dichiarazione del premier che la dice lunga: "Impegno per il feralismo fiscale".

Domani, il nuovo Governo sarà chiamato alla prova della Camera dei Deputati, dove si presuppone otterrà la fiducia per poter iniziare immediatamente il processo di riforme di cui oggi lo stesso Monti ha dato conto a palazzo Madama. E domani a Montecitorio interverrà lo stesso Silvio Berlusconi: "Domani faro’ una dichiarazione in Parlamento", ha detto il Cav ai giornalisti lasciando Montecitorio dopo aver incontrato i deputati del Popolo della Libertà. Si tornerà al voto una volta che il governo Monti avrà completato il programma? "E’ una delle cose che diremo domani", annuncia il Cav.

Monti ha annunciato le misure: cambiamenti sulle pensioni, lavoro e pressione fiscale. Poi si è smarcato in diretta tv dall’accusa di essere vicino ai poteri forti: "Vorrei rassicurare. Non sono sicuro che le grandi multinazionali mi abbiamo colto come un loro devoto e disciplinato servitore". Il presidente del Consiglio ha anche annunciato di aver già preso contatto con i partner europei per "cercare di dare un avvio rapido a quella politica che mi sembra auspicata da tutti i settori, nel senso di una presenza incisiva dell’Italia a livello comunitario con gli altri paesi europei".

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