Governo, Romagnoli (PdL): Fini ci riprova

"Gianfranco Fini fa campagna elettorale in giro per l’Italia e per i media, mascherato da uomo delle istituzioni. Nel week end ha provato a convincere i ‘delusi’ del PdL a lasciare la maggioranza:  Fini vuole fare shopping, ma la carta di credito non ha fondi e viene rifiutata. Ieri a ‘Che tempo che fa’ ha assicurato tutti: si andrà a votare nella primavera del 2012. Ci prova, lui, che non si rassegna a quello smacco personale del 14 Dicembre, e cerca con abili parole di strumentalizzare ogni mossa o non mossa del governo per prendersi la rivincita. Abbiamo visto che Berlusconi i numeri in Parlamento li ha, e potrebbe realizzare le riforme se solo l’opposizione si mostrasse attenta al bene del Paese invece che alla continua ricerca di cavilli tecnici o di ostruzionismo irresponsabile. Si imputa al premier lentezza nel prendere decisioni difficili e non si fa nulla per collaborare, proporre, aggiustare e risolvere tutti insieme. Siamo stanchi tutti di questo gioco allo sfascio che  può condurre pericolosamente verso un punto di non ritorno". Così Massimo Romagnoli, PdL, presidente del Movimento delle Libertà, che prosegue: "Fomentare l’abbandono dei leghisti con continue provocazioni è l’ultima strategia dei più astuti, che cercano e trovano sponda in Maroni e nei maroniani, costringendo il bossiano Reguzzoni ad arrampicarsi sugli specchi per tenere unita la coalizione. I leghisti romperanno l’alleanza con il Popolo della Libertà? Berlusconi e Bossi sono legati da un rapporto di amicizia e stima reciproca, ma la base della Lega potrebbe far saltare gli accordi. Il pericolo c’è, soprattutto se il Cavaliere sarà costretto a intervenire sulle pensioni come chiede l’Unione Europea che ormai ci tiene sotto stretta osservazione. E forse anche i frondisti, nella testa di Fini, potrebbero far mancare l’appoggio al governo, anche se di recente Scajola, uno dei leader dei malpancisti, ha dichiarato: ‘non staccherò la spina al governo’. Insomma, tempi duri per chi deve affrontare la crisi economica e salvare il bene comune. Tempi idonei – continua l’esponente PdL – alle trame nascoste e alla congiure di palazzo. E allora il presidente della Camera, che si professa uomo probo, che mai ha pensato ai suoi interessi personali, su cosa basa certe sue previsioni? Forse sull’intimo desiderio, suo e di tutto il Terzo Polo, ma anche della sinistra, certamente, che questo esecutivo vada a casa prima possibile e che si torni a votare. Invece no: Silvio Berlusconi l’ha ripetuto più volte, l’obiettivo resta quello del 2013, si va avanti a governare, lavorando per il Paese, proseguendo sulla strada di quelle riforme così importanti per l’Italia. Il leader di Futuro e Libertà, e chi gli sta vicino, dovrà avere ancora un po’ di pazienza prima di potersi misurare con il Cavaliere e con il centrodestra, l’unico, quello vero, alle urne: gli italiani non hanno dimenticato il tradimento di Fini e dei suoi, e siamo certi che alle prossime elezioni i voltagabbana saranno puniti. Noi ce lo auguriamo con forza".

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