Governo Renzi, le reazioni degli eletti all’estero – di Barbara Laurenzi

Roma – “Renzi ci ha confermato la sua volontà di rafforzare il legame con gli italiani nel mondo e con chi li rappresenta”. Così Mario Borghese, deputato eletto in Sud America con il MAIE, Movimento associativo italiani all’estero, commenta l’incontro avuto ieri con il premier incaricato nel corso delle consultazioni. “Siamo stati chiari con lui – racconta Borghese -, sosterremo questo governo solamente se effettuerà una vera politica per il nostro settore e lui, di risposta, ci ha dato tutta la sua disponibilità e ha insistito molto sul made in Italy, dicendo che è necessaria una politica globale per i nostri prodotti. Proprio per questo, inoltre, ci ha detto che vuole avere rapporti più stretti con il Sud America, in considerazione del numero di connazionali che vivono in quel continente e della crescita dei paesi latinoamericani”. “Abbiamo ribadito il fatto che il nostro presidente, Ricardo Merlo, è il più votato dal punto di vista delle preferenze e che siamo disposti a mettere questa preziosa risorsa a disposizione del governo se l’esecutivo dimostrerà di dare importanza alla circoscrizione estero”.

“Renzi – continua Borghese a colloquio con Italiachiamaitalia.it – ha sottolineato un dato allarmante facendo notare che l’Italia esporta nel settore food per un valore di 35 miliardi, ma importa per un valore di 40 miliardi. Non è accettabile, ha ribadito Renzi, che un paese come l’Italia, con la sua tradizione agroalimentare, registri una bilancia commerciale così in negativo”. ”Il mio giudizio finale è positivo, il premier incaricato ha detto anche a me quanto riferito pubblicamente, ossia che intende fare le giuste riforme nei prossimi sei mesi e che sceglierà la squadra nei prossimi tre giorni. Mi è sembrato una persona determinata e rapida”.

Meno euforico, pur appartenendo allo stesso partito del nuovo premier, il deputato residente in Australia Marco Fedi. “Le riforme istituzionali ed elettorali annunciate lunedì da Matteo Renzi erano già in cantiere, ne ha aggiunte due importanti come quella sul fisco e sul lavoro e sta mettendo molta carne al fuoco. Il primo passo sarà, quindi, realizzare un governo credibile, che risponda a un programma così ambizioso”. ”Stiamo vivendo una crisi politica atipica ed è importante che riportiamo in Parlamento la discussione politica su quanto accaduto. Affronteremo la questione nella totale serenità poiché si è trattato di un passaggio abbastanza scontato – spiega Fedi -. Tutti stavamo aspettando gli esiti del confronto tra Letta e Renzi e sapevamo che quest’ultimo non avrebbe atteso a lungo per prendere il posto del primo. Ora ha l’opportunità di dimostrare che, oltre a grandi dosi di arroganza e ambizione, possiede anche le capacità giuste per tenere in mano le redini del paese. Lo spero per l’Italia e per il partito”.

“Come è noto ho sempre appoggiato le politiche di Renzi e già nelle primarie per le elezioni dello scorso anno mi ero spesa per la sua mozione – commenta Renata Bueno, eletta in America Meridionale con l’USEI e attualmente componente del gruppo MAIE-API alla Camera -. Sono contenta di sapere che l’esecutivo è ora nelle sue mani e, nonostante tutto questo sia avvenuto senza un voto popolare, credo si tratti di un momento di importante cambiamento anche per il popolo italiano”.

Cautamente ottimista il senatore Aldo Di Biagio, eletto in Europa con la lista Monti e attualmente nel gruppo Popolari per l’Italia. “L’intervento di lunedì è stato positivo – dichiara Di Biagio riferendosi al primo discorso pronunciato da Renzi come premier incaricato –, ora deve essere corredato da fatti concreti. Il fatto che si parta con un programma così impegnativo è di buon auspicio”. “In politica – prosegue il senatore – ci si deve abituare a tutto, sono dell’idea che Letta è stato un buon presidente del Consiglio e, per questo, merita rispetto. Mi auguro che, superata la questione personale con il suo partito, possa far parte di questo governo con un incarico significativo, come ministro del Tesoro ad esempio, e che possa contribuire con la sua esperienza ai rapporti europei, che sembrano il punto debole dell’esecutivo che si andrà a formare”. Il senatore si dimostra invece meno convinto sull’idea di abolire la seconda Camera. “Sono convinto che, confrontandosi con la realtà politica, come sarà costretto a fare, Renzi si renderà conto del ruolo del Senato che ha una sua prerogativa e, pur trasformandolo e razionalizzandone la spesa e le funzioni, deve continuare a esistere”. “Sono consapevole delle criticità del bicameralismo perfetto, che dobbiamo superare, ma ritengo sia ugualmente necessario avere due camere con diverse operatività. L’ipotesi di eliminare il Senato è un errore – conclude Di Biagio – e l’esperienza che farà Renzi lo porterà a valutare la cosa in maniera diversa”.

Naturalmente positivo il commento della deputata democratica Laura Garavini, che aveva sostenuto la mozione Renzi durante le ultime primarie. “Il paese versa in una situazione tale per cui non era più possibile temporeggiare. È positivo sapere che Renzi intende dare concretezza agli impegni assunti finora in fase congressuale ed è importante giungere in tempi celeri alla riforma elettorale per la quale il segretario ha già concluso un accordo con le altre parti politiche”. “Una volta superato questo primo impegno adotteremo anche misure concrete per il lavoro e, soprattutto, per contrastare il fenomeno dell’occupazione giovanile. In questo senso il progetto di Renzi racchiuso nel job act sarà un’ottima base di lavoro poiché contiene già gli strumenti per avviare un processo di sburocratizzazione e favorire l’occupazione. È giusto, quindi, che Renzi abbia ribadito il proprio impegno su questi argomenti appena ricevuto l’incarico”.

Critico Alessio Tacconi, eletto in Europa con il Movimento5stelle. “Ci troviamo di fronte la stessa maggioranza, hanno solo cambiato il condottiero. Staremo a vedere quale può essere la nuova composizione del governo e, al nostro interno, si deciderà se andare o meno alle consultazioni con Renzi – aveva commentato Tacconi, prima che il voto sul portale web del movimento si esprimesse a favore delle consultazioni, nonostante le indicazioni di Grillo -. Per quanto riguarda la legge elettorale, è naturale che, se i partiti si accordano tra loro, scelgano la forma che maggiormente li avvantaggi”. “Noi faremo in modo di modificarla con le preferenze e con un proporzionale, perché siamo contrari a un premio eccessivo di maggioranza che snaturerebbe la volontà popolare”. “Abbiamo sempre detto – conclude Tacconi – che la legge elettorale deve essere creata nelle aule del Parlamento, ora aspetteremo il momento della discussione in aula”.

“L’incarico a Renzi è la conseguenza inevitabile dell’accelerazione impressa negli scorsi giorni – commenta il democratico Fabio Porta, che conclude il giro di interviste di ItaliaChiamaItalia – e della necessità di rilanciare l’azione di questo governo che, essendo sostenuto soprattutto dal Pd, dipendeva dalla definizione stessa del segretario. Renzi ha voluto assumersi la responsabilità del governo e, nel suo primo discorso, ha ribadito la sua ambizione di fare in poco tempo quanto non fatto in tanti anni”. “Noi non possiamo che condividere questo progetto – conclude Porta – che non appartiene solo a Renzi ma a tutto il paese, soprattutto per quanto riguarda le riforme sulla semplificazione delle procedure amministrative, sul fisco e sul lavoro”.

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