Governo, Renzi: cambieremo l’Italia nonostante i gufi e chi rema contro (VIDEO)

"Siamo pronti a sbloccare una serie di interventi che sono fermi da vent’anni. Ci sono troppi beni pubblici bloccati. Cammino con mio figlio e mi chiede: ‘Perche’ questa struttura e’ abbandonata?’. E io devo rispondere: ‘Perche’ e’ pubblico, perche’ e’ bloccato dalla burocrazia’. Ci sono troppi meccanismi stupidi. Entro luglio ci sarà ‘Lo sblocca Italia’ per le opere ferme. Abbiamo bisogno di liberare le energie". Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dal palco del Festival dell’Economia di Trento, annuncia che dal primo giorno di luglio al massimo si impegnerà a “sbloccare” il Paese. Entro luglio il premier annuncia anche “il disegno di legge delega e la riforma sulla giustizia”. "Dal primo luglio – spiega – abbiamo la guida dell’Europa. I corpi intermedi sono chiamati a darci una mano ma non possono avere diritto di veto o di blocco". “Cambieremo l’Italia nonostante i gufi e chi rema contro”.

”Non ho particolari timori per l’oggi e il domani. Il problema e’ che si puo’ discutere di singole cose tecniche-economiche. Oggi c’è un allineamento astrale unico e irrepetibile”, va sfruttato, perche’ dalla crisi si può uscire ed e’ possibile ”cambiare la Ue”. "Per una vita la politica ha cercato alibi, e’ ora di chiudere con la stagione politica degli alibi, se non facciamo le riforme la colpa e’ mia".

Renzi non ha intenzione, a suo dire, di fare politica tutta la vita: "Noi che siamo i teorici della rottamazione dobbiamo dimostrare che la teoria e’ efficace dando il buon esempio. Dobbiamo essere pronti a cambiare vita, tra 10 anni, fatto quello che uno deve fare, saluta la curva e arrivederci".

Lo sblocca-Italia sarà supportato da una "struttura a Palazzo Chigi", con ”una cabina di regia e un responsabile”, annuncia Renzi. "Sarà un meccanismo di moral suasion nei confronti del sindaco o dell’amministratore – prosegue il primo ministro -, un procedimento chiaro per sbloccare processi in corso", dice Renzi. Che aggiunge come "la trasparenza, l’Open Government cambierà l’amministrazione italiana. Sarà una rivoluzione culturale eccezionale". Certo, “non esiste una riforma che risolve tutto, se non c’e’ uno sguardo d’insieme non si fa nulla".

Renzi da qui a dieci anni immagina “un’Italia smart, magari dire ‘cool’ fa storcere il naso e allora diciamo che immagino un’Italia bella, che faccia andare i giovani all’estero ma che li faccia ritornare perche’ e’ attrattiva". "E’ inaccettabile la storia che all’estero vanno i cervelli e in Italia restano i caproni", dice rivolgendosi ai molti studenti presenti in platea. "Non vi chiedo – afferma il premier – di credere che l’Italia e’ il paese migliore, ma usciamo dal racconto che dall’Italia se vanno i migliori".

Renzi ha parlato anche di Rai. "Un Paese civile – ha sottolineato il presidente del Consiglio – deve fare una scommessa culturale con la Rai. Non sfruttiamo la potenzialità dei contenuti". "Se vogliamo un Parlamento legato alla Rai dico sì, se parliamo di un Parlamento a cui si riconosce la funzione piu’ alta e piu’ nobile", quindi non quella di quote per partiti. "I direttori del Tg1 non abbiano come riferimento il Pd o chi vince le elezioni. La Rai deve essere fatta da professionisti e deve avere una governance. Lo spazio per costruire in tal senso c’e’, anche se la partita e’ lunga". "A quelli che vogliono fare carriera in Rai dico ‘state lontani da me perche’ in questi termini non conto niente…’".

”Alla Rai non abbiamo chiesto un taglio ai programmi e ai contenuti ma un contributo, come sta facendo tutto il Paese, di 150 milioni, che è meno del valore di Raiway che è di 170. Il problema è che invece di riflettere sulla qualità del servizio pubblico mi sembra si sia scelta un’altra strada, con conduttori che fanno domande assumendo le parti dell’azienda”. “Vogliono fare sciopero? lo facciano..poi andiamo a vedere quanto costano le sedi regionali.. E’ umiliante questa polemica sullo sciopero, quando nel paese reale tutte le famiglie tirano la cinghia". ”Se i sindacati della Rai avessero annunciato lo sciopero nella settimana delle elezioni, prendevo il 42.8% e non il 40.8%, peccato…”.

C’è stato anche tempo per parlare di Fiat: “la Fiat è un pezzo di storia italiana. Penso al futuro. Spero e lavoro perche’ l’industria dell’auto funzioni sempre di piu’, perche’ si tratta di realta’ nazionali e internazionali importanti per il Paese". Matteo Renzi parla dal palco del Festival dell’economia di Trento e in platea c’e’ proprio quell’ingegner Marchionne al quale si rivolge per dire che "se e’ d’accordo, vorrei visitare gli stabilimenti di Detroit a settembre, in occasione del viaggio programmato". "Sono uno che accetta le sfide, credo che dobbiamo fare in modo di credere in quello che facciamo per il rilancio dell’economia e per rendere piu’ attrattivo il nostro Paese", prosegue il presidente del Consiglio che rilancia una scaletta di priorita’ nelle quali rientra anche la Fiat: "E’ evidente che ciascuno di noi ha una preoccupazione, quella dell’occupazione. Termini Imerese – rileva allora – e’ uno dei luoghi da cui far ripartire il progetto industriale, cosi’ come Sulcis e Taranto".

A proposito di immigrazione, commentando la richiesta di chiusura delle frontiere avanzata in Francia da Nicolas Sarkozy e le posizioni di Nigel Farage in Gran Bretagna: ”Non è ammissibile – ha detto Renzi – l’idea di Farage e Sarkozy, con buona pace dei nostri amici di casa nostra”.

Legge elettorale? Il voto delle ultime europee non cambia l’urgenza di approvare una nuova legge elettorale, anzi ”e’ un incentivo a farla subito”. Il premier spiega che sulla legge in discussine, cioe’ Italicum, ”si chiude”.

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