Governo, Renzi: ‘se non mantengo promesse sono un buffone’

(RAVAGLI)- RAI PORTA A PORTA | ROMA 13 MARZO 2014 PUNTATA DI PORTA A PORTA NELLA FOTO MATTEO RENZI FOTO RAVAGLI/INFOPHOTO

Matteo Renzi, protagonista assoluto a “Porta a Porta”, parlando del taglio delle tasse annunciato dal governo, taglia corto: “Ci siamo dati delle scadenze. Il tema e’ che se il 27 maggio queste cose non arrivano, Renzi è un buffone". Si puo’ davvero  immaginare che i margini delle aliquote fiscali potranno cominciare a scendere se il governo durerà? "Sì", risponde secco il premier.

Bruno Vespa a più riprese e con più cartelli chiede a Renzi come e dove troverà le risorse per il taglio del cuneo fiscale: “Per mantenere la promessa bastano 6,6 mld di euro", risponde il presidente del Consiglio, che ha anche sottolineato: “escludo la patrimoniale”.

Il comunicato della Bce? “E’ del 2 marzo. Lo statement di cui stiamo parlando e’ stato scritto diedi giorni fa. E’ comunque un’analisi condivisibile per tanti aspetti. Che deve fare la Bce? L’Italia deve fare di più, è normale che lo dica". Una bocciatura nei confronti del governo? "No, bisognerebbe vedere la data…".  

Entro la fine dell’estate verranno pagati tutti i debiti della Pubblica amministrazione: se questo accadrà davvero, “Bruno Vespa fa un pellegrinaggio a piedi da Firenze e Monte Senario". Questo l’accordo – "perché qui i contratti portano male" – strappato dal premier Matteo Renzi. Vespa si è mostrato scettico sulla possibilità che il Governo paghi 50 miliardi entro l’estate. "Se perdo la scommessa immagino dove mi possono mandare gli italiani…", ha detto Renzi.

Parlando di legge elettorale, "dobbiamo riuscire entro il 25 maggio a chiudere la partita sulla legge elettorale e la prima lettura della riforma del Senato". "Se io non avessi messo fretta non avremmo approvato la legge elettorale neanche nel 2015… E’ stato importante aggiungere "un senso di urgenza". "Darsi dei tempi e’ fondamentale", osserva il premier, "ma e’ un rischio pazzesco". "Io credo che al Senato le forze politiche che hanno fatto l’accordo, io Berlusconi e Alfano, ci dobbiamo guardare negli occhi e chiederci se non si possa migliorare un po’ la legge elettorale. Su alcune cose dei passi avanti si possono fare. Ma sostenere che sia peggio del porcellum significa aver mangiato male".

Costi della politica e stipendi dei parlamentari? “Il problema non e’ quanto prende un parlamentare, ma che a fronte dei soldi che prende faccia un lavoro serio e che venga diminuito il numero dei parlamentari nella media europea".

Il premier ricorda poi l’incontro con Beppe Grillo, il famoso streaming di cui tanto si è discusso nei giorni scorsi: “Ho fatto una grandissima fatica a mordermi la lingua, gli avrei detto: ‘sto lavorando per un governo, non ho tempo da perdere, quella e’ la porta…’. Ma Grillo ha dimostrato ai suoi parlamentari che non ha intenzione di preoccuparsi del bene degli italiani, lui non vuole cambiare l’Italia". "Grillo sta attento, non esce più. Fa una tournée a pagamento ma non fa campagna. Perché dovrebbe spiegare cosa hanno fatto i suoi e verrebbero fuori contraddizioni. Per sconfiggere Grillo bisogna mostrare che le cose lui non le fa, noi sì”.

A proposito della competizione alle europee con Grillo: "Chi vuole cambiare l’Europa non butta via il voto andando a votare per un movimento antieuropeista. Alle europee – aggiunge Renzi – bisogna capire se regge o no Grillo. Lì ha un campo di gioco ideale, ma sta mano a mano perdendo la compagine parlamentare. Questo e’ l’unico elemento potenzialmente aggredibile. Perche’ alle Europee c’e’ la tendenza di dare un voto contro l’Europa. E noi proponiamo di cambiarla l’Europa".

Per ciò che riguarda il rapporto con le parti sociali: “Confindustria e i sindacati, i soggetti che stanno intorno a questi favolosi tavoli di palazzo Chigi, non possono pensare che le cose le decidono loro. Noi ascoltiamo tutti, ma poi decidiamo noi. Ci pagano per questo. Che senso ha fare i tavoli? I tavoli li fanno i mobilieri". "Sarebbe bello sapere quanti lavoratori rappresentano i sindacati CGIL, CISL e Uil".

A proposito del rapporto con Enrico Letta: “Le questioni personali vengono in secondo piano. Dal punto di vista politico ho totale e assoluta certezza che il percorso che abbiamo fatto e’ assolutamente condiviso da parte di chi lo doveva condividere. Questa storia di mettersi a fare retroscena deve finire". "Qui – aggiunge – non e’ un problema di aspetto umano. Qui e’ un problema di gossip e retroscena. Io so perfettamente come sono andate le cose. E se in questo momento preferisco non alimentare le tensioni e’ perche’ ho una responsabilità davanti al Paese. Quanto alle amarezze personali, ognuno ha le sue. Io ho un bel pelo sullo stomaco, e garantisco che qualche volta mi viene un magone a non poter raccontare quello che vorrei raccontare".

Renzi durante la puntata risponde stizzito alla critiche ricevute sulla parità di genere: “In Italia non c’e’ mai stata la parita’ di genere. Non e’ che l’abbiamo tolta noi. Questi che ora sono i paladini dei diritti delle donne, che sono dei campioni della parita’ in questi anni, dov’erano quando noi praticavamo la parita’? Erano un po’ distratti".

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