Governo Monti, chiagni e fotti – di Roberto Pepe

Non ci posso credere! Non conoscevo l’importo minimo ed avevo, in un precedente articolo, citato come caso emblematico (raffrontandolo ai vitalizi di alcuni politici sostenitori delle battaglie sociali) quello di una ex maestra che percepisce “956” euro di pensione, alla quale si sarebbe, ipoteticamente (avevo detto “ad absurdum”) negato quell’agognato adeguamento economico annuale al costo della vita, al quale la pensionata teneva, giusto per poter raggiungere quel traguardo dei 1000 euro che le avrebbe dato la sensazione di una vittoriosa gratificazione sulla vita. Monti e la Fornero, sicuramente hanno letto quella cifra ed avendo proposto solo lacrime e sangue, se la saranno presa a male, tant’è vero che nel programma governativo anticrisi hanno posto la soglia, oltre la quale non sarà più valutata l’indicizzazione annuale della pensione a ben: “950” euro!

Ma, all’ultimo istante, la Ministro Elsa deve aver avuto un ripensamento, ripensando alla mia accorata lettera appello, durante la presentazione del Programma generale e si è messa a piangere! Tutto sommato, anche i Ministri sono dei poveri cristiani, che hanno ritrovato, però, il sacro gusto partenopeo del “Chiagni e fotti”.

Una constatazione: ma per far tutta questa “macelleria sociale” ci volevano tutti questi Professoroni, Amministratori, Espertissimi Dirigenti?  Ma non bastavano i vecchi intrallazzatori dei politici pensionati (più di sinistra sono, meglio è) da milioni di euro?

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