Governo Monti, attenti agli italiani. Pronta una rivoluzione sociale – di Andrea Di Bella

Stiamo attenti. Una raccomandazione che a sfociare nella minaccia ci mette solo mezzo minuto, il tempo di rendere chiaro il concetto. Stiamo attenti ai pensionati, ai privati cittadini, agli studenti, ai piccoli commercianti, al cosiddetto ceto medio. State attenti agli italiani.

La manovra passerà in Parlamento, seppur con i tentennamenti di un Berlusconi che ha lasciato l’Italia ad una manica di cialtroni che altro non hanno saputo fare che mettere di netto le mani dentro le tasche dei cittadini, riservando alla casta una via preferenziale del tutto scontata: un Governo che ha al suo interno almeno due rappresentanti della grande catena di banche italiane – per non parlare dello stesso Monti, Presidente della Commissione Trilaterale in Europa ed esponente della Goldman Sachs -, cosa pensavate mai potesse fare?

Roba da universitari al primo anno di Economia. Quale gradimento si è pensato potesse mai avere un Governo Tecnico che non fa altro che caricare sulle spalle dei cittadini una mole di tasse e cavilli tali da far rimpiangere il Cavaliere perfino a Santoro, rimasto a piedi con la sua armata Brancaleone? Di oggi la notizia: meno 10% il gradimento per Monti, ed è a Palazzo Chigi neanche da un mese. Quelli che erano colpi alla democrazia con Silvio, oggi si trasformano in sacrifici esagerati sì, ma sostenibili. Attenti.

Attenti perché il clima è irrimediabilmente compromesso, il livello di apprezzamento e fiducia nella politica e nelle Istituzioni è addirittura sotto – e di molto – rispetto agli anni di Tangentopoli. Attenti alle bombe-carta nelle sedi di Equitalia, attenti agli squilibrati che scendono con la rivoltella tra le mani a sparare tra la gente, attenti ai pensionati che potrebbero essere costretti ad aprire un conto corrente per gli assegni che superino i 500euro. Attenti.

Provvedimenti come il bollo da 34,20 euro per i conti correnti che sarà esteso ai libretti postali, e che sale a 100 euro per i conti di imprese e persone giuridiche; oppure quello per i risparmi postali, che scatta ad un’imposta variabile dell’1 per mille nel 2012 e dell’1,5 per mille dal 2013, sono misure repressive e non strutturali, non congeniali alla crescita. Attenzione ai particolari e al moto di rivolta che gli italiani soffocati dalla morsa dei portafogli in lacrime potrebbero mettere in atto anche domani mattina. Attenti agli artigiani, per i quali aumentano le aliquote contributive dell’1,3 per cento e dal 2013 dello 0,43, fino ad arrivare al 24%.

Non sorprenderanno più nessuno le bombe-carta dinanzi le sedi di Equitalia in tutto il Paese, non sorprenderà nessuno se dovessero essere feriti i dirigenti. Diligentemente, si è sempre e comunque tenuti a condannare questi gesti, in ogni caso deprecabili. Ma in cuor loro gli italiani sentono di dover sostenere emotivamente questa voglia di rivalsa, la voglia di riscatto di un Popolo unico e vero bersaglio di questa crisi. Saranno loro – la classe politica – ad aver voluto la rivolta. Aumentare tutto, dalla casa alla scure su pensioni e l’innalzamento dell’Iva, passando alla benzina per arrivare ai tabacchi, saranno loro ad aver provocato questo disastro sociale. Chi si sarebbe mai aspettato, anche nella logica dei più ragionevoli e fisiologici rialzi, che alla pompa si sarebbero dovuti sborsare quasi 2 euro al litro? Italiani costretti a fare il pieno oltre confine per risparmiare. Sono dei pazzi, consentitemelo. Dei finti professori che hanno svenduto gli italiani. Se il Paese tutto si organizzasse in una rivoluzione – che in tutta onestà già in tantissimi credono in preparazione -, in molti non esiterebbero a parteciparvi.

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