Governo, l’Europa non sarà un problema

Una rottura con l’Europa non è pensabile. Ma se non ce la faremo oggettivamente a sostenere i pesi economici che la Ue ci chiede, bisognerà che la Ue se ne faccia una ragione.

“L’Europa può avere un’identità solo in quanto unita; e può essere qualcosa di unito solo in quanto ha un’identità”. (Emanuele Severino)

“Non ci sarà pace in Europa finché gli stati continueranno a basarsi sulle rispettive sovranità nazionali”. (Jean Monnet, politico francese)

“L’Europa cerca giustamente di darsi una politica e una moneta comuni, ma ha bisogno soprattutto di un’anima”. (André Frossard)

L’Europa è troppo grande per essere unita. Ma è troppo piccola per essere divisa. Il suo doppio destino è tutto qui”. (Daniel Faucher, geografo francese)

NON SARÁ UN PROBLEMA

I problemi legati all’Europa non rappresenteranno, alla fine, una ragione di acuta divisione tra i partiti. Colgo anche l’occasione per rispondere ad alcuni lettori che mi hanno chiesto di precisare le mie opinioni sui rapporti tra Italia e Unione Europea.

UN’EUROPA NATA MALE…

E allora eccomi, brevemente: unire gli Stati europei è un progetto importante e giusto, ma è stato disastroso tentare di realizzarlo con un’assurda fretta, senza tener conto di elementari esigenze. Giusta l’abolizione delle frontiere, assurdo che non esista un governo in grado di responsabilizzare i vari Paesi, ad esempio, in una resistenza e disciplina solidale verso le migrazioni.

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L’EURO NON HA PORTATO EQUITÀ

E non è bastato inventarsi l’euro per stabilire un’equità tra le varie economie: il dominio, anche arrogante, è della Germania in tandem con la Francia. Il cambio con la lira fu varato con una visibile e stolta, e finora irrimediabile, improvvisazione.

L’ULTIMA INGIUSTIZIA

Le ingiustizie sono numerose, cito solo l’ultima: la possibilità accordata ad alcuni Paesi di esercitare concorrenze sleali (verso l’Italia ed altri) per acquisire industrie interessate a vantaggi fiscali, sindacali, per l’occupazione e quant’altro. Penso però che, al di là delle abituali schermaglie, non saranno i contrasti sull’Europa a risultare dirimenti nella formazione del nuovo governo.

MA UNA ROTTURA NON É PENSABILE

Perché il punto fondamentale è accettato da tutti: non è pensabile, non sarebbe conveniente una rottura drastica. Però, se noi abbiamo bisogno dell’Europa, anche l’Europa ha bisogno di noi.

L’ENERGIA DI SALVINI

Tutti più o meno d’accordo: dovremo alzare la voce, quanto quando e come si vedrà. Il più energico (e ha ragione) è Salvini. Se non ce la faremo oggettivamente a sostenere i pesi economici che la Ue ci chiede, bisognerà che la Ue se ne faccia una ragione.