Governo, Frattini: Berlusconi non può essere umiliato, fa bene a non mollare

(05082011_SC003)- GAZA 24/11/2010 - IL MINISTRO DEGLI ESTERI FRANCO FRATTINI IN VISITA NELLA STRISCIA DI GAZA - NELLA FOTO FRANCO FRATTINI VISITA UNA SCUOLA DELLE NAZIONI UNITE A BEIT LAHIA. FOTO ISMAEL MOHAMAD/UPI/INFOPHOTO --------------------------------------------------------------------------- ESTERI FRANCO FRATTINI PALESTINA STRISCIA DI GAZA GAZA MEDIO ORIENTE ESTERO

 

Franco Frattini ha partecipato al Convegno del PdL a Cortina d’Ampezzo. Durante il suo intervento, fra le altre cose, il ministro degli Esteri ha parlato anche di politica nazionale. Il Popolo della Libertà non ha smesso di credere all’alleanza con la Lega Nord, sottolinea: con il partito di Umberto Bossi "abbiamo sviluppato un programma che era nei patti a partire dal federalismo, a partire da alcune riforme importanti anche della Costituzione". E’ per questo che il PdL si aspetta "che la Lega sia conseguente" e "rispetti i patti come sempre ha fatto, che lavori con noi fino alla fine della legislatura per realizzare, ad esempio, una grande riforma costituzionale federale di riduzione del peso della politica".

 

Quali i punti principali di questa riforma? "Subito il dimezzamento dei parlamentari, subito l’abolizione delle province", afferma il titolare della Farnesina. "Credo che i cittadini chiedano a Pdl, Lega e altre forze moderate di continuare a lavorare insieme. Credo che le recenti dichiarazioni di Bossi siano uno stimolo per rilanciare la coalizione. Certamente fino al 2013 si puo’ e si deve andare avanti".

Rivolgendosi all’Udc, Frattini lancia una proposta politica: al partito di Casini chiediamo "una costituente popolare", tutti insieme nei valori proposti del PPE. Anche perchè se Casini spera di trovare spazio a sinistra, si sbaglia di grosso. "Vi e’ un dovere di stare insieme, tutte le forze che si ispirano al popolarismo europeo, quindi Pdl, Udc, forze che hanno in Europa un riferimento chiaro. Anche se si e’ visto che da sinistra fioccano insulti, sfide nei confronti di Casini, credo che la grande ammucchiata politica tra l’estrema sinistra, Bersani, Di Pietro, abbia fatto comprendere a Casini che li’ non c’e’ uno spazio".

Passando al tema che riguarda la giustizia, il ministro è chiaro: esiste una "magistratura non super partes", che non fa altro che approfittare "della debolezza della politica" e così "invade un campo che è della politica". Di certo non può essere "un’azione giudiziaria a stabilire chi e’ il capo del governo, un membro del parlamento o un presidente di Regione. Questo accade quando la politica è debole". Detto questo, è anche vero che con l’ordine giudiziario "occorra un armistizio, affinche’ tutti applichino le regole del gioco. Da un lato la politica faccia la politica, dall’altro la magistratura faccia il suo dovere senza trattare un testimone come un potenziale imputato, perche’ questa e’ una violazione delle regole del gioco. Se facciamo un armistizio fondato sullo stato di diritto credo che questo sarebbe di grandissimo giovamento anche alla politica del governo". Questo perchè, alla fine, a ben vedere, "se c’è uno scontro tra politica e magistratura ci rimettono tutti".

Ed ecco che si arriva a parla di Silvio Berlusconi e di tutti quelli che chiedono al premier di fare un passo indietro. Ma il Cavaliere, avverte Frattini, "non va umiliato ne’ disprezzato. Nel momento in cui la premiership viene affrontata come un discorso in cui in modo offensivo si dice a Berlusconi di farsi da parte, Berlusconi ha mille ragioni per dire non mi faro’ da parte. Quando si parla di una transizione che dal 2013 vuole promuovere un’evoluzione generazionale, Berlusconi questa l’ha gia’ avviata: la nomina di Alfano a segretario politico, in un percorso generazionale di rinnovamento molto forte di cui bisogna dare atto a Berlusconi. L’unica cosa che non si puo’ accettare e’ un messaggio di umiliazione, di disprezzo verso chi ha rappresentato per 17 anni, un punto di riferimento nella politica del Paese. Berlusconi non puo’ essere trattato così". Il premier fa bene a restare al suo posto, dà a intendere il capo della diplomazia italiana, perchè in Parlamento la sua maggioranza è forte, perchè è stato scelto dagli italiani e non esiste quindi alcun motivo per andarsene da Palazzo Chigi.

Passando alla politica estera, ed in particolare alla Libia, Frattini è convinto: "Secondo me Gheddafi non e’ piu’ in Libia". Ed in una intervista al Messaggero, precisa: "Mi dispiacerebbe per la sua fuga, anche perche’ con gli strumenti tecnologici della Nato avremmo potuto individuarlo e catturarlo sin dall’inizio. Ma abbiamo voluto attenerci rigorosamente alla risoluzione Onu e ora non possiamo lamentarci di questo". Nella stessa intervista, Frattini parla di Turchia: "Non possiamo permetterci di perdere la Turchia", allontanarla dall’Europa sarebbe "un errore gravissimo". "E’ da anni che facciamo gli avvocati del suo avvicinamento all’Europa – ha detto – perchè sapevamo che a forza di chiudere la porta in faccia Ankara avrebbe guardato a Est. Le recenti dichiarazioni anti-israeliane di Erdogan sono un segnale allarmante".

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