Governo, Franceschini: Via Berlusconi, entriamo in un tempo nuovo

ROMA 4 AGOSTO 2010 VOTAZIONE DI SFIDUCIA AL ONOREVOLE GIACOMO CALIENDO NELLA FOTO DARIO FRANCESCHINI FOTO RAVAGLI/INFOPHOTO

Dario Franceschini, durante il suo intervento alla Camera in occasione del voto sulla legge di stabilità, sottolinea che il Pd vincerebbe le elezioni, ma il Paese "viene prima" e per questo si schiera a favore di un governo di transizione.

"Ormai entriamo in un tempo nuovo, Berlusconi e’ stato lo spartiacque, ha fatto il bipolarismo e poi lo ha inquinato: adesso quella stagione e’ finita. E noi siamo chiamati a ricostruire sulle macerie".

"Oggi scende il sipario su una lunga e dolorosa pagina della storia politica italiana. Se Berlusconi tra poche ore salira’ al Quirinale per rassegnare le dimissioni e’ perche’ il governo e’ caduto dove doveva cadere: e’ caduto in Parlamento. Sarebbe dovuto cadere molte volte e invece la parola fine e’ stata segnata quando sul tabellone delle votazioni e’ apparso il numero 308. Ma quanto sarebbe stato diverso il destino di ogni famiglia e impresa italiana, se il 14 dicembre quel voto fosse andato diversamente e se non ci fosse stato un peccato di mancanza di coraggio e di opportunismo. Non avremmo sprecato un anno. E chi ha causato quel danno non lo dimenticheremo, ci sono i nomi e cognomi in Parlamento".

"Abbiamo scelto la via della responsabilità: tutti i sondaggi – spiega Franceschini –  dimostrano che il Pd vincerebbe le elezioni tra qualche mese, eppure abbiamo indicato da un anno la strada del governo di emergenza. Un anno fa sembrava che noi indicassimo la strada del governo di emergenza perché avevamo paura delle elezioni, oggi forniamo la prova che scegliamo quella strada perché serve al paese. Quando ci si trova a un punto in cui l’interesse del partito e l’interesse del paese non coincidono, si sceglie l’interesse del paese. E l’interesse del Paese oggi è restituire fiducia agli italiani e credibilità all’Italia nel mondo".

Il capogruppo del Pd a Montecitorio ha aggiunto che il Pd "resterà in Aula, ma non parteciperà al voto".

Al termine dell’intervento di Franceschini, i deputati della Lega gridano in coro ‘voto, voto!’, e ancora ‘elezioni, elezioni’!

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