Governo, Franceschini: finita la stagione dei ricatti

"Se qualcuno pensasse che quello che è successo al Senato, con il voto di fiducia, sia stata solo una parentesi si sbaglia di grosso". Intervistato da Repubblica, il ministro per i rapporti col Parlamento Dario Franceschini sottolinea che "da parte del presidente del consiglio non c’è stata nessuna intromissione. Letta ha fatto solo una constatazione. Del resto bastava sfogliare le prime pagine di tutto il mondo su Internet, il giorno dopo il voto di fiducia al Senato, per capire che la valutazione politica è unanime: un ciclo politico si è chiuso. Lo dicono i giornali progressisti e conservatori di ogni Paese del mondo".

"Capisco che nel Pdl, in questi giorni – afferma ancora Franceschini – si stia cercando di derubricare quello che si è sfiorato, cioè il rischio concreto di una scissione, in un normale confronto congressuale. Ho dei dubbi, però, che sia un percorso fattibile. Io stesso ho più volte sperato che il Pdl, partito costruito attorno al leader, si potesse evolvere in una forza politica europea con una leadership contendibile come in tutti gli altri partiti conservatori. Devo registrare che, ogni volta che si è affacciata questa possibilità, è poi tramontata. II Pdl è nato attorno a Berlusconi. Comunque stiamo a vedere cosa succede".

Non è che si ricomincia tutto daccapo, con il governo ricattato, con i provvedimenti rinviati per non disturbare uno dei manovratori? "Su questo voglio essere chiaro. Se qualcuno avesse in mente di chiudere, come fosse una parentesi, quello che è successo la settimana scorsa, si sbaglia di grosso. Una cosa è seguire le vicende del Pdl e del centrodestra come facciamo noi, con attenzione, e anche con preoccupazione, visto che sono vicende che riguardano la situazione politica italiana, un’altra cosa è accettare di ricominciare tutto daccapo con i contrasti e i problemi di prima. La fiducia al presidente del consiglio è stata votata dal Parlamento su due punti cardine sui quali saremo intransigenti". Primo: "Totale separazione e nessuna interferenza tra le vicende giudiziarie di Berlusconi e il cammino del governo". "Secondo: mai più minacce del tipo: "O il governo fa così o cade". Anche questo è stato votato".