Governo e politica in tilt, è delirio nazionale – di Giampiero Pallotta

A volte, leggendo i giornali, si ha la sensazione di entrare in un mondo delirante. A proposito dell’astensionismo in Sicilia si pensa che sia un campanello d’allarme che mette a rischio il sistema politico. Di sicuro e’ un forte richiamo ai partiti politici ad avere più moralità, iniziando a non dissipare il denaro pubblico. I politici devono capire che e’ giunto il momento di tagliare il troppo denaro che alimenta la politica. Ma la politica può cambiare? Difficilmente. I difetti della politica sono insiti in quasi tutti gli italiani. Quindi l’astensionismo, oggi siciliano e domani nazionale, non produrrà nessun cambiamento. Il giornalista Massimo Franco (Corriere della Sera) dà la colpa dell’astensionismo a Berlusconi, e te pareva che la colpa non era sua! “È la voragine lasciata dalla triste decadenza di Silvio Berlusconi e del suo sistema di potere, che si traduce per ora in astensionismo, frammentazione e derive populiste”. A parte la sciocca e faziosa denuncia, si dimenticano i fatti. La coalizione (Pd ed Udc), che ha eletto Crocetta in Sicilia, ha ottenuto circa il 10% in meno del totale dei voti messi insieme delle liste per Micciché e Musumeci. Dunque, più che di decadenza del centrodestra, almeno in Sicilia, bisogna parlare di divisioni. Questa e’ la realtà.

Passiamo a Mario Monti che ha battuto tutti i record. Ha sostenuto, pavoneggiandosi senza alcuna sobrietà, che si può ottenere il consenso anche adottando provvedimenti sgradevoli, purché siano giusti: infatti il suo governo e’ “più popolare dei partiti politici”. Ha insomma attribuito a se stesso i meriti (molto dubbi) della sua politica quasi che i precedenti governi avessero avuto, come lui ha, l’appoggio “simultaneo” del centrodestra e del centrosinistra. Dopo queste parole Monti meritava di essere sonoramente “spernacchiato” e invece niente. Nessuno ha detto che il nostro primo ministro somiglia a uno che, montando sulle spalle di due suoi “amici” (Pdl e Pd), si vanti di essere l’unico capace di scavalcare il muro. Per non parlare dei segni di ripresa che dice di essere “prossima” quando tutti sanno che occorreranno ancora molti anni prima che s’intraveda. Il “delirio” nazionale non conosce limiti.

La ministra Fornero ha detto che i giovani italiani sono “choosy” (schizzinosi) nella scelta dell’occupazione. E’ una cosa piu’ che ovvia, perché se così non fosse in Italia non ci sarebbero tanti immigrati. Se gli italiani non rifiutassero i lavori in cui sono occupati gli immigrati, in Italia ci sarebbe la piena occupazione. Trecentomila sono le imprese gestite dagli immigrati (impiegano oltre 900mila persone) e ne nascono centinaia ogni giorno mentre, giornalmente, mille sono le imprese gestite dagli italiani che chiudono. Ma gli italiani, che non si “indignano” per cose gravissime (a cominciare dal mal funzionamento della giustizia), si “incazzano” di brutto se si dice che molti giovani sono “viziati”. Insomma la ministra “ipocritamente” avrebbe dovuto dire che tutti i giovani sono “indefessi lavoratori” pronti a sacrificarsi. Con questa “mentalità” l’Italia ha poche possibilita’ di risalire la china. Troppa ipocrisia, ottusità, irragionevolezza che illude e non responsabilizza i giovani che alla fine rimarranno sempre piu’ smarriti e… disoccupati.

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