Governo, Di Maio (M5S): cambia solo il fantoccio di turno

"Chi di noi andrà alle consultazioni? Intanto chiariremo in un’assemblea ‘se’ andremo alle consultazioni con Napolitano”. Così il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, del M5S, intervenuto a “24 Mattino” su Radio 24. Di Maio ha detto che il Movimento dovrà decidere se presentarsi al Quirinale: “Conoscete benissimo i rapporti che abbiamo con Napolitano, non crediamo che negli ultimi due anni sia stato vero arbitro e garante della Costituzione. In questo caso i giochi si sono decisi in un’assemblea di partito, il Pd, composta da 130 persone, quando quel partito ha 400 parlamentari. Credo che dovremo riflettere se andare al Quirinale o aspettare la nuova maggioranza in Parlamento, se fanno la cortesia di venirci”.

Di Maio ha precisato che il M5S deciderà “in un’assemblea del gruppo parlamentare” se andare o no alle consultazioni. “È uno strappo istituzionale? Noi vogliamo avere il diritto di prendere queste decisioni, soprattutto per coerenza. Cosa facciamo, prima presentiamo l’impeachment di Napolitano poi andiamo da lui? Ma decideremo. Il problema è un altro, è che c’è stato un governo che non si è presentato neppure al Parlamento per la sfiducia e ne arriva un altro nemmeno sottoposto al vaglio degli elettori”.

A proposito di un possibile sostegno al governo Renzi, Di Maio ha detto ai microfoni di Radio 24: “La nostra posizione è chiara fin dal giorno dopo le elezioni: non ci sono presupposti per fare governi, quello Letta non ha fatto altro che massacrare gli italiani. Quindi abbiamo sempre detto ‘andiamo a votare’. Un appoggio a Renzi? In 10 mesi ho capito che di queste persone non ci si può fidare minimamente. Gli appoggi pregressi mi mettono solo i brividi. Questo governo avrà in maggioranza Giovanardi che pensa che la pedofilia sia un orientamento sessuale e ha presentato una proposta di legge al Senato. C’è Formigoni in questa maggioranza, quello che ha fatto il bello e il cattivo tempo in Lombardia. Cambia solo il fantoccio di turno”. 

Di Maio ha anche avvertito i possibili dissidenti nel M5S. “Nel nostro codice di comportamento c’è scritto che noi non diamo fiducia a prescindere ad alcun governo se non al nostro, poi collaboriamo con le forze politiche punto per punto, provvedimento per provvedimento. Il nostro gruppo è il più compatto, sia alla Camera che al Senato. Mentre i nostri senatori ci dicono che 12 senatori del Pd avevano chiesto addirittura di entrare nel M5S. Una richiesta impossibile ma fa capire il panorama”.

Di Maio è tornato sulle polemiche dopo le recenti risse in Parlamento non dicendosi imbarazzato per la vicinanza con la presidente della Camera Boldrini: “L’unico imbarazzo – ha detto – è stato quando la presidente Boldrini ha definito ‘potenziali stupratori’ noi che partecipiamo ai sondaggi sul sito del M5S. Questo è stato imbarazzate, per il resto nessuno ha avuto da eccepire sul mio ruolo. Io non ho partecipato a questi gesti e in Ufficio di presidenza sono stato il primo a dire ‘chi sbaglia paga’, ma vogliamo dire che quei gesti sono più gravi dei 7,5 miliardi di euro trasferiti alle banche da questa maggioranza?”.

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