Governo, Come si poteva nascondere la crisi se era conosciuta da tutti? – di Giampiero Pallotta

Time - Money

Una delle cose piu’ misteriose è il gioco di borsa che alla fine coinvolge tutti, anche quelli che ne sono del tutto estranei. Il mercato della finanza è un mercato virtuale che ha poco a che fare con l’economia reale di merci e servizi scambiati con denaro vero. L’economia reale è diventata una percentuale irrilevante rispetto a quella virtuale dove si scambiano promesse di denaro o di titoli che non si possiedono, o scommesse su guadagni e perdite di titoli che, ancora, non si possiedono.

Industrie come ENI, Saipem, FIAT, ecc. vedono variare il valore delle loro azioni (shares) sul mercato finanziario per miliardi di euro da un giorno all’altro, mentre nulla cambia nella loro consistenza e capacità industriale e nel loro patrimonio di impianti e future attività. La manipolazione dell’informazione, tramite i media, “tante parole e nessun capitale investito”, determina il valore virtuale delle ditte quotate in borsa. E’ una stupidata quando i giornali pubblicano titoli tipo “Milano brucia  tot miliardi”. Non si capisce come possano essere bruciati miliardi che non sono mai esistiti. Non si capisce come possano essere bruciati se non sono mai stati guadagnati. Né si capisce come mai analoghi titoli non compaiono quando la borsa sale: mai visto il titolo Milano guadagna tot miliardi. Chi guadagna sui mercati finanziari sono solo ed esclusivamente i grossi istituti finanziari, i mega miliardari o i fondi di pensionati americani che possono muovere  centinaia di miliardi di dollari. Vendono e comprano, facendo salire o scendere, con il loro stesso intervento, i valori dei titoli o delle valute di acquisto o vendita e poi guadagnando cifre colossali sulle differenze artatamente provocate.

I piccoli investitori perdono sistematicamente, sempre, eccetto quei rarissimi che accidentalmente, per pura fortuna, si trovano sulla scia dei grandi speculatori.

Ci sono due momenti nei quali il mercato virtuale finanziario e’ uguale al mercato dei soldi e dei risparmi veri quando si vendono o si comprano titoli e azioni in cambio di soldi veri. Purtroppo, tutto il sistema finanziario globale è stato contaminato dalla finanza Americana, in un modo che molti esperti considerano “criminale”. L’America ha venduto sistematicamente nel mondo titoli tossici, in cambio di soldi veri. Hanno concesso crediti ipotecari a milioni di persone che non avrebbero mai potuto ripagare il prestito. Ai crediti ipotecari fasulli si sono poi aggiunti altri prodotti finanziari “spazzatura”. Le banche americane, scoperto di essere nei guai, hanno pensato bene di vendere i “derivati” a tutte le banche e ad alcuni Stati nel mondo con la “connivenza” delle banche. Lo Stato Italiano (e non solo lui) per sostenere la sua spesa corrente, e per pagare gli interessi sul debito pubblico accumulato, da cinquanta anni e forse più, e’ nella situazione di dover  “vendere promesse” (Obbligazioni e Buoni del Tesoro) in cambio di denaro, e se i mercati non credono alle “promesse” sono guai. Come aumentare l’interesse per remunerare il capitale che si prende in prestito e, quindi, si va ad aumentare il debito dello Stato. Pertanto è indispensabile aumentare la “credibilità” dell’economia reale nazionale per garantire che il debito sarà pagato alla scadenza. La strategia per affrontare una crisi finanziaria non è certamente quella di allarmare i mercati con annunci che alimentano il pessimismo e scoraggiano gli investitori aggravando la crisi. Ed e’ questo che ha fatto il governo Berlusconi senza nascondere la gravità della crisi. Come poteva? “Tutti conoscevano” l’entità del debito pubblico, presidenti della Repubblica, primi ministri e ministri, politici, giornalisti, esperti della finanza e delle banche: è un dato che si trova pubblicato su tutta la stampa da decine di anni, un dato che non poteva certo essere nascosto. Un dato chiaramente contenuto in tutti i bilanci che il Parlamento approva ogni anno da cinquanta anni a questa parte. Come potevano non conoscerlo la Banca d’Italia, la BCE (Banca centrale europea), la Banca Mondiale, l’IMF (International Monetary Fund), la Banca di Francia, quella della Germania o dell’Inghilterra? Quello che non si conosceva, e che non si conosce ancora oggi, è la dimensione del disastro finanziario procurato dalla finanza criminale USA, perche’ le sue conseguenze sono tuttora in “evoluzione” e porteranno ulteriori perdite nel futuro.

In queste condizioni dire che il governo Italiano ha nascosto la gravità della crisi agli italiani è quantomeno ingenuo. Quello che preoccupa e’ che molti politicanti, (questa volta lo e’ stato anche Napolitano) sono pronti a sfruttare la paura, l’incertezza e l’ignoranza del pubblico, e per semplificare fanno esternazioni demagogiche ampliate da una stampa partigiana e catastrofista che predica da lungo tempo il tanto peggio, tanto meglio.

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