Governo, Bersani insiste: Berlusconi vada a casa, e poi vediamo

Pierluigi Bersani, segretario nazionale del Partito Democratico, in un’intervista rilasciata al quotidiano ‘L’Unità’, non usa mezzi termini per criticare il governo: "Abbiamo perso la sovranità nazionale", afferma, "dire che siamo stati commissariati è dire poco". Salvare l’Italia e mandare a casa Berlusconi sono due facce della stessa medaglia, per il leader democratico: "le due cose si tengono", perchè "andare avanti così fino al 2013" è impossibile, allora "meglio fare come in Spagna" e quindi andare al voto anticipato prima possibile.

Bersani continua così per la via che ha deciso di seguire ormai da tempo: la soluzione dei problemi dell’Italia, secondo lui, passa prima di tutto per le dimissioni dell’attuale presidente del Consiglio. Anche perchè "la permanenza di Berlusconi rischia di bruciare mese dopo mese gli sforzi che nel frattempo mettiamo in campo…". Quali siano questi sforzi, non ci è dato sapere. Eppure lui insiste: "Il primo problema dell’Italia si chiama Berlusconi", un problema che va risolto in fretta, proponendo "un governo composto da personalità che possano garantire la credibilità che il mondo ci chiede".

Per uscire dalla crisi serviranno "misure drammatiche", spiega Bersani, che si dice curioso di sapere "cosa propone" il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Queste "dure ricette" per salvare il Paese bisognerà pur spiegarle agli italiani: ma chi, si domanda in maniera retorica il leader Pd, può pensare che Berlusconi sia pronto a pronunciare un discorso del genere?

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