Governo, Bersani: Berlusconi si tolga di mezzo prima possibile

Pierluigi Bersani torna ad attaccare il presidente del Consiglio e il suo governo. Per il leader del Pd, l’unica soluzione alla crisi continuano ad essere le dimissioni del premier. Certo, il Pd "in maniera responsabile" darà il proprio contributo perchè l’Italia possa uscire dalla crisi prima possibile. Detto questo, nel Paese continua ad esserci, secondo Bersani, "un problema politico". Il problema per lui si chiama Berlusconi. Ma il segretario democratico ne ha anche per Tremonti: il ministro dell’Economia "ci dovrà anche dire quanto pagherà, di questa manovra, chi ha un reddito medio basso o chi ha bisogno dei servizi, e quanto pagherà chi ha redditi, patrimonio e ricchezza paragonabili, per fare solo un esempio, a quelli del presidente del Consiglio".

Bersani questa mattina sul Sole 24 Ore ha ribadito l’invito al premier ad andare a casa. Nel pomeriggio, in conferenza stampa, è tornato sul tema: "Berlusconi faccia un passo indietro" per il bene dell’Italia. "Siamo in una situazione drammatica, non solo per quanto riguarda mercati, titoli e borse, ma anche per l’economia reale. Per l’occupazione, per i redditi per il lavoro delle imprese. Una situazione drammatica, ed un governo inconsapevole e palesemente impotente. Tutti noi abbiamo proposte, ma per realizzarle ci vuole tempo e credibilità . La nostra proposta è fare subito un governo nuovo, discontinuo, che aggreghi chi ci sta. Se non si vuole fare così, allora ci si prenda la proprie responsabilità", ha dichiarato il leader del Pd, che con Berlusconi non è disposto a portare avanti nessun confronto, perché "chi pensa (per conformismo politico o egoismo sociale o nell’illusione che la stabilità coincida con la palude) che si possa andare avanti così fino al 2013, si carica di una drammatica responsabilità".
 
La ricetta del Pd per uscire dallo stallo in cui ci troviamo si può riassumere in 5 punti: pubblica amministrazione, riforma fiscale, liberalizzazioni, politiche industriali orientate alla costruzione di reti, tecnologia e ricerca, correzione della manovra economica.

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